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lunedì 17 settembre 2012

"Pà... Paolo... Roberto..."

Robin Hood è uno dei miei cartoni animati preferiti, da sempre... un cartone fatto di scene memorabili, eppure ce n'è una che mi è rimasta impressa solo in anni recenti...

Si, perchè se da piccolo ridevo delle litigate tra "Siiiire" e il suo serpente Bis, o ero affascinato dal motto "E' l'una di notte, e tutto va bene", da poco ho rivissuto una delle scene meno famose, ma comunque spassose...

Erano i tempi dello studentato, quell'epoca d'oro della condivisione della camera con Paolo, quando un giorno lo chiamai. Considerate che eravamo a mezzo metro di distanza, con le scrivanie attaccate.
"Pà..." Uso spesso diminutivi dei nomi. Niente, nessuna risposta. Era evidentemente distratto.
"Paolo..." Il secondo tentativo fallì anche con il nome completo. Fu lì che usai l'effetto sorpresa...
"Roberto..." E si girò, dato che non poteva esserci nessun "Roberto" in camera.

Mi venne in mente questa scemenza avendo (ri)visto poco prima proprio Robin Hood... e ripenso spesso a quell'episodio, lo considero il mio anneddoto migliore, anche se è quello che fa ridere di meno... e, riguardando la scena del cartone, ho capito anche perchè è così significativa per me...


Quel Robin distratto perchè innamorato, rappresenta alla perfezione Paolo, che era sempre (ed è ancora, ci giurerei) perso nel suo amore... ma non solo verso qualche pollastrella di turno, bensì verso il mondo in generale... Paolo non era di quelli che sono con la testa tra le nuvole per i troppi impegni da fare, no - niente di così banale. Paolo era pensieroso perchè pensava all'amore - per il mondo, per gli altri, e per l'Amore stesso... e quando io vagheggiavo le mie teorie abbastanza ciniche o pessimiste, lui non si stancava mai di dire che, tra il Bene e il Male, al massimo era finita 1 a 1, e pure con un rigore rubato alla fine dallo schieramento malvagio...

Insomma, se questa scena mi piace tanto e ancora la ricordo, breve frammento incastonato in anni di esperienze, è proprio perchè in essa c'è il mio ex compagno di stanza, e anche io... dopotutto, in questo mondo, a volte, c'è bisogno, oltre che dei Robin Hood, anche dei rompiscatole come me che ti riportano sulla terraferma...

E non c'è ruolo che abbia recitato, maschera che abbia indossato, che mi ha dato più soddisfazione di quella di essere, per un pò, il Little John della situazione...

sabato 20 agosto 2011

Selen è viva!

Una volta un mio amico, che chiameremo Mike, mi ha confessato di un incredibile episodio della sua vita...

Praticamente, c'era una riunione della sua famiglia, in Toscana, credo, da un suo zio, che si era recentemente fidanzato.
Mike era proprio incuriosito da questa donna. C'era qualcosa di stranamente famigliare in lei, quella sensazione del tipo "Io questa tipa l'ho già vista".

Mike parlò pure con la fidanzata dello zio, la trovò abbastanza simpatica. Eppure, quello strano presentimento non se ne ne andava, restava un tarlo di sottofondo a dargli fastidio...

Finalmente, un pò di tempo dopo, Mike si svegliò di soprassalto e capì: "Ecco perchè la conosco. Quella era Selen!"

Si, proprio Selen la pornostar, che a quanto pare ha avuto una relazione con lo zio di questo mio amico.

La cosa che mi colpì di questo racconto, se vogliamo anche semplice e banale, è il tono con cui Mike mi riferì tutto: man mano che procedeva nel ricordare gli eventi, sembrava quasi un cammino verso la liberazione, verso la scoperta, la risoluzione dell'enigma, del grande mistero.
E quando è arrivato alla risposta, il suo tono era profondo e convinto come quelli che ti giurerebbero che Jim Morrison è vivo, o che John Lennon è vivo, o che Paul McCartney è morto, o che sono stati rapiti dagli alieni, o roba del genere.

Mi divertì abbastanza questa enfasi, questo fomento, come chi racconta di un miracolo. Mi diverte, perchè un tempo anche io ero in grado di farmela sotto se vedevo un cosiddetto "divo" -come quella volta che in gita beccammo Silvio Orlando. Aveva la faccia nota, e questo bastava a farne un divo, anche se nessuno di noi sapeva di preciso il suo nome. Qualcuno disse che si trattava di Rocco Siffredi! (Per restare in tema)

Qualche anno fa, nel 2006, dopo una partita dell'Italia campione del mondo all'Olimpico, alcuni miei amici riuscirono a entrare nell'albergo che ospitava i giocatori e farsi fare foto e autografi. Io ero abbastanza invidioso, per non essere potuto andare, ma Paolo, sempre lui, disse una delle sue verità: "Alla fine, sono solo cristiani". Si, bè, per dire che sono solo persone.

Ci ho pensato, e sono d'accordo. Da allora mi è capitato di beccare qualche attore, attrice, cantanti, e anche Veltroni (a cui volevo tirare una pizza in faccia, ma ho esitato troppo). Ed è stato sempre un incontro composto, in cui non ho perso di vista il fatto che si trattava pur sempre di persone normali. Non mi fa più effetto, insomma, la celebrità.

L'eccezione è rappresentata dagli autori di fumetti, anche se non tutti. L'incontro con John Romita Jr a Lucca nel 2008 mi ha dato la benzina necessaria allo spint finale "esami più laurea triennale". Qualche mese fa, una giornata storta si raddrizzò grazie all'incontro, in una fumetteria di Roma, di una disegnatrice italiana, Emanuela Lupacchini. E l'anno prossimo conto di andare a incontrare i miei autori preferiti nella Convention di New York.

E ora, per chiudere, normalmente dovrei mettere una foto che si riferisce all'argomento principale... ma, non potendo mettere una foto di Selen, visto che questo Blog teoricamente è per tutte le stagioni e tutte le età, ci metterò la peggiore copertina realizzata dal migliore autore di copertine del Punitore, Tim Bradstreet. Una copertina che rispecchia in fondo il non-senso di questo Post (si, perchè si capisce che nel racconto appare l'Uomo Ragno, ma che sono tutti quei simboli sparati lì alla cazzo? Un pò esagerati e troppo montati...)


mercoledì 10 agosto 2011

Paolo, dimmi come fai a dire che tu credi in questo vecchio Pazzo Mondo

Se il mio futuro lo vedo abbastanza fosco, provo a immaginarmi quello di Paolo
(Non sapete chi è Paolo? Paolo è quel mio amico talmente buono che...)
dicevo, quello di Paolo ovviamente non riesco a vederlo. Ma di una cosa sono sicuro: Paolo non sarà mai come me. Io, al contrario, vorrei essere sempre più come Paolo, ma anche questo resterà un traguardo inarrivabile.

Mi riferisco al fatto che la vita ti toglie tutto, con gli anni, una cosa alla volta. Prima o poi tutti gli appigli, tutti gli argini vengono via. E per quelli come me e Paolo, che non siamo figli di nobili senza pensieri e abbiamo avuto la nostra buona dose di guai e rotture di coglioni già da giovani (in modo diverso, ovviamente), con la vecchiaia i problemi non diminuiranno, anzi.

E mentre io mi immagino amareggiato e arrabbiato per aver vinto poche volte e poco, e aver perso tante volte e tanto, Paolo, che pure ahilui avrà avuto qualche rogna (gli auguro di no, ovviamente! Ma come dicevo, la vita mi sembra spietata di suo) sarà lì ancora fiducioso, realista tendente all'ottimista, a trovare una spiegazione, il lato positivo, la voglia di sorridere al risveglio successivo.

E nonostante tutto, nonostante tutto quello che possa capitare, Paolo è il tipo che guarderà con umiltà al male, con un'umiltà così forte che sarà sempre il male ad abbassare la testa, arrivando a chiedere al Nostro perchè non si arrabbia, perchè non perde la pazienza...
E quando Paolo continuerà semplicemente ad essere se stesso, sarà il male stesso a chiedergli come fare per essere migliore, per essere meno malvagio...

E se un giorno io potessi rivederlo e chiedergli: "Paolo, ma come cazzo fai a dire che tu credi in questo vecchio Pazzo Mondo?" - e sentire la sua risposta, il suo punto di vista, e poterne discutere, come abbiamo fatto tante volte in passato- se potessi fare tutto questo, un giorno, sarà un futuro meno tetro del previsto...