Anni fa, ricordo una conoscente, collega universitaria, che provò a darmi un consiglio (non richiesto, tra l'altro)...
"Anche io ero come te... anche io mi buttavo sempre giù... ma poi ho capito che non andava bene..."
Ora, ero in Olanda, avevo visto mille cose belle, ed ero in partenza, stanco, e senza andare al cesso da 4 giorni, dato che la mia amica aveva il bagno letteralmente in mezzo alla casa, e non mi andava di fare da sgradita colonna sonora...
Insomma, c'erano molti motivi per cui non risposi, anche perchè quello era un discorso abbastanza complesso... una cosa era sicura: la mia amica non c'aveva capito molto di me. Anzi, quasi niente.
Era giunta alle conclusioni errate dopo che avevo passato le giornate a lamentarmi della freddezza degli svedesi, del clima schifoso in Svezia, e di altre questioni che ora non ricordo... soprattutto perchè l'Olanda mi appariva molto più bella... ergo, la ragazza mi aveva frainteso...
Si, perchè, è vero, può sembrare che non faccio altro che buttarmi giù, e ammetto che faccio di tutto affinchè chi mi sta attorno pensi questo... ma non è così...
E "come è"? Bè, forse non riuscirei nemmeno a spiegarlo, se tanti anni fa, questa volta a Fondi, anzi, nelle campagne di Fondi, anzi, a casa - non avessi rovistato in soffitta per l'ennesima volta, cercando tra i fumetti vecchi di mio padre qualche "Uomo Ragno" che non avevo ancora imparato a memoria... quel giorno mi capitò infatti tra le mani un numero dei "Fantastici Quattro", con una copertina abbastanza accattivante, quasi horror, per un bambino impressionabile come ero io (all'epoca non volevo mai - MAI - stare a casa da solo per paura dei fantasmi)... in copertina c'erano gli FQ che cercavano qualcosa sulla Luna, mentre quella che sembrava una mano fantasma gigante piombava alle loro spalle... fino a quel punto, avevo quasi sempre ignorato fumetti che non fossero l'Uomo Ragno, ma quel giorno decisi di dare una chance a quel giornaletto, e non rimasi deluso...
E a parte il senso di famiglia (che mancava nelle storie di Spidey), a parte la fantasia fantasmagorica di Jack Kirby, a parte tutto, c'era un personaggio che mi colpì su tutti... la Cosa... e non perchè non lo conoscessi, ma per questa vignetta che, ancora oggi, rappresenta alla perfezione quello che sono (non che lo capissi, allora, ma mi è diventato evidente negli anni, quando molti fumetti imparati a memoria da allora sono sbiaditi, e questa pagina rimane nella mente vivida e intensa)...
I Fantastici Quattro stanno cercando i propri avversari (un comunista e 3 super scimmie... don't ask...) e così la Torcia Umana indica volando un possibile posto da controllare, Mister Fantastic si allunga lì con la Ragazza Invisibile... e il povero Ben... resta da solo, nonostante chieda ai suoi amici di aspettarlo... niente da fare!
E che fa, la Cosa? Si lamenta! "Mi hanno portato fin qui solo per farmi fare il lungo viaggio! Mi notano solo quando hanno bisogno di un ammasso di muscoli che li salvi!". A quel punto, frustrato, arriva pure a dubitare della sua sanità mentale. "Sto perdendo colpi! Giurerei di aver visto che quel sasso si è mosso! Bah, lo calcerò via dalla mia strada!". La Cosa prende una bella rincorsa con la gamba per sferrare un poderoso calcio, quand'ecco che il sasso si rivela essere una delle 3 super scimmie, in grado di cambiare aspetto... e che fa a questo punto la Cosa? La prende ancora peggio? Si arrende? Si lamenta ulteriormente?
No, combatte. Un istante prima la Cosa è scoraggiata e delusa. Quello dopo, digrigna i denti e combatte tutti gli avversari che piombano su di lui.
Si butta giù... solo per avere più spinta per tirarsi su, quando serve... riconosce che la situazione non è facile (essere piantato in asso sulla Luna non dev'essere piacevole) solo per essere pronto alle avversità, senza farsi cullare da piacevoli illusioni, col rischio di essere sorpreso dalla dura realtà...
Ed è questo che faccio io... faccio un'analisi critica, a volte anche cinica, delle mie vicende e del mondo intorno a me, solo per essere ancora più pronto ad affrontare le sfide... vedo il bicchiere mezzo vuoto, per spingermi a trovare un modo di riempirlo fino all'orlo... mi butto giù, ma solo per tirarmi sù...
E come si può immaginare, spiegare tutto ciò può essere abbastanza difficile... ecco perchè quando qualcuno arriva alla stessa conclusione di quella ragazza, quasi sempre annuisco e ripenso a dei versi dei Baustelle ("Arriva un investigatore, ci deduce l'anima
La nostra cognizione del dolore illumina")
E poi, non vorrei mai essere diverso dalla Cosa... perchè, in fondo, la Cosa è mio nonno, altra verità che ho afferrato negli anni, forse troppo tardi... ma quella è un'altra storia...
