ci vai con la macchina perchè quello di prendere la macchina è ormai un vizio cronico che non ci togliamo più, ma a piedi o in bici avresti fatto meglio.
D'altronde, ti tocca lasciare il mezzo in mezzo a qualche pantano di terra seccata dal Sole e segnata dalle orme del trattore, scendere temendo subito di aver pestato il ricordino di qualche animale, e dirigerti alla casa in festa - dove si festeggia nel magazzino areato e spazioso, largo e ampio quanto basta per tutti...
Al compleanno della zia Franchina,
sulla tavola imbandita ti aspettano bitter, acqua e bevande senza etichetta - non è questione di pubblicità, ma di incapacità nell'usare il coltello per tagliare il pacchetto di bottiglie, e facendo a mano se ne viene via tutto, fino a lasciare la bottiglia scoperta...
Poco importa - della tavola, dicevo, dove campeggia qualche tramezzino che non si sa cosa c'entri con la nostra tradizione, e, loro sì che c'entrano, i panini preparati a mano imbottiti di salame, mortadella, prosciutto, e avvolti in tovaglioli stopposi.
Difficile dire un pacchetto di carta imbottito cosa contenga, tranne per quelli col prosciutto - lì la carta si inumidisce di grasso, vai sul sicuro, per la gioia del tuo colesterolo...
Al compleanno della zia Franchina,
Il treno passa poco distante, e ti chiedi, come ogni volta, se quelli da lassù riescano a metterti a fuoco, come ti possano vedere mentre sfrecciano via; oppure, nel caso il treno si fermi, in attesa di qualche ritardo da rispettare, che idea possano farsi, che quadro tracciare, i viaggiatori, del paesaggio bucolico davanti a loro: una strada ancora per lo più di breccia; terre sparse a casaccio, case rare, e odori e suoni di un altro tempo e un altro luogo, che tutto pare quasi sbucare fuori dalla Spagna di Don Chiscotte.
Al compleanno della zia Franchina,
qualche volta ci becchi anche qualche gruppo in caccia della giusta occasione, che per una sera decide di sbarcare il lunario venendo a cantare in quella campagna senza coordinate, e di solito a me di quelle canzoni non ne piace neanche una, e aspetto che ognuna di esse finisca, e con esse passa la vita, la strada si riempie di asfalto, i fossi vengono coperti, il magazzino chiuso e reso inospitale, mentre treni più tecnologici e veloci nemmeno si sognano più di farti vedere quel paesaggio...
I nipoti crescono, litigano e si sposano, mentre tutto riparte, zio Paoluccio se ne va e te ne accorgi due anni dopo, mentre la zia Franchina perde uno a uno i denti...
Nah! Roba per persone normali. Per me, quelle feste dalla zia Franchina non conoscono fine, nell'incessante ricordare, cercare il dettaglio che ti mancava, indagare su stranezze sulle quali avevi sorvolato, e portare con te, in ogni tempo e ogni luogo, quei compleanni...