mercoledì 10 agosto 2011

Paolo, dimmi come fai a dire che tu credi in questo vecchio Pazzo Mondo

Se il mio futuro lo vedo abbastanza fosco, provo a immaginarmi quello di Paolo
(Non sapete chi è Paolo? Paolo è quel mio amico talmente buono che...)
dicevo, quello di Paolo ovviamente non riesco a vederlo. Ma di una cosa sono sicuro: Paolo non sarà mai come me. Io, al contrario, vorrei essere sempre più come Paolo, ma anche questo resterà un traguardo inarrivabile.

Mi riferisco al fatto che la vita ti toglie tutto, con gli anni, una cosa alla volta. Prima o poi tutti gli appigli, tutti gli argini vengono via. E per quelli come me e Paolo, che non siamo figli di nobili senza pensieri e abbiamo avuto la nostra buona dose di guai e rotture di coglioni già da giovani (in modo diverso, ovviamente), con la vecchiaia i problemi non diminuiranno, anzi.

E mentre io mi immagino amareggiato e arrabbiato per aver vinto poche volte e poco, e aver perso tante volte e tanto, Paolo, che pure ahilui avrà avuto qualche rogna (gli auguro di no, ovviamente! Ma come dicevo, la vita mi sembra spietata di suo) sarà lì ancora fiducioso, realista tendente all'ottimista, a trovare una spiegazione, il lato positivo, la voglia di sorridere al risveglio successivo.

E nonostante tutto, nonostante tutto quello che possa capitare, Paolo è il tipo che guarderà con umiltà al male, con un'umiltà così forte che sarà sempre il male ad abbassare la testa, arrivando a chiedere al Nostro perchè non si arrabbia, perchè non perde la pazienza...
E quando Paolo continuerà semplicemente ad essere se stesso, sarà il male stesso a chiedergli come fare per essere migliore, per essere meno malvagio...

E se un giorno io potessi rivederlo e chiedergli: "Paolo, ma come cazzo fai a dire che tu credi in questo vecchio Pazzo Mondo?" - e sentire la sua risposta, il suo punto di vista, e poterne discutere, come abbiamo fatto tante volte in passato- se potessi fare tutto questo, un giorno, sarà un futuro meno tetro del previsto...


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