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domenica 1 gennaio 2012

La Scelta del Futuro

(Augusto: "Ci sono due destini. Due modi diversi in cui le cose possono andare: in uno dei due, i Romani sfavillano e ardono come un fuoco greco. Durano per qualche centinaio di anni e poi svaniscono, dilaniati dai barbari all'esterno e da bizzarre divinità all'interno. Nell'altro destino, il mondo intero diviene una provincia del nostro Impero: il Vessillo con l'Aquila entrerà in terre ignote, che non abbiamo neppure ancora immaginato. Ci sono nazioni al di là del tramonto dove regneremo su Ziggurat dorati; e regioni del Sud dove i diamanti giacciono al suolo come uova di pettirosso... sarà un mondo splendido, grande e glorioso. E l'Impero avrà vita per altri diecimila anni, o forse più" 
Licio: "Allora fammi capire. Ci sono due futuri. E tu ne hai scelto uno. Dalle profezie. E hai distrutto le alternative"
Augusto: "Esatto")
In questo inizio 2012, più che pensare ai propositi, dubbi e speranze dell’anno che verrà, mi pongo domande sulla natura del futuro.

Lo possiamo influenzare? Possiamo in qualche modo agire per determinare un esito piuttosto che un altro?
Se penso al Tempo, mi viene in mente la Borsa. Ed è vero che l’andamento della Borsa è sostanzialmente imprevedibile (almeno con precisione), ma c’è una parte che puoi prevedere, ovvero il trend (crescita o perdita), e poi c’è un’altra parte (il grosso) che è molto aleatorio.

Oppure gli atomi. Non puoi prevedere con precisione dove si troverà un elettrone, ma puoi identificare l’area con maggior probabilità.

E così il Tempo. Non puoi scalfire ogni dettaglio del futuro, ma ne puoi influenzare il trend. O almeno, è quello che mi piace credere.
La domanda successiva è:  anche quando possiamo “decidere” ciò che ci accadrà, scegliamo con saggezza, o con masochismo?

Augusto aveva la possibilità di scegliere tra 2 futuri per Roma: uno che ci avrebbe portato ancora oggi ad essere i signori del mondo, con l’Impero che si estendeva nelle Americhe e in Australia, e quello che si è realmente verificato.
Augusto scelse il peggiore dei due, arrabbiato e spaventato per ragioni sue, e la storia è andata avanti di conseguenza…

E allora mi chiedo se anche noi a volte non abusiamo del potere di scelta del domani per prendere il peggio… se non ci facciamo guidare dalla rabbia e frustrazione che ci suscita il presente, condannandoci alla stessa rabbia e frustrazione anche domani…

Non lo so… io so che quando il presente non ti soddisfa, devi cambiare, devi agitare le acque… e che non si può vivere sperando nel Domani, che qualcosa cambi da solo…
Non lo so cosa mi riserverà il 2012, e il futuro in generale. Ho messo e metterò in moto delle azioni per raggiungere degli scopi. Forse in questo modo viaggerò in terre sconosciute, regnando su Ziggurat dorati e raccogliendo diamanti grandi come pettirossi, vivendo diecimila anni, o l’equivalente apparente.
O forse mi limiterò a bruciare, consumando il tempo, come faccio da un po’…
(Dalle memorie del nano Licio: "Ora sono vecchio, e Cesare Augusto è morto da quasi cinquant'anni. Ma da quel giorno mi sono chiesto mille e mille volte: ma di cosa mai avrà avuto paura? E cosa stava tentando di fare? Forse, adesso, col senno di poi, comprendo meglio ciò che allora aveva voluto dirmi. Augusto fissò i confini dell'Impero, proibendo qualunque futura espansione. Nel suo testamento, indicò Tiberio come suo successore: da quel momento in poi, i nostri divini imperatori sono stati malvagi, folli, stolti oppure, come adesso, tutte e tre le cose insieme. Forse Augusto ha raggiunto il suo scopo. Ma continuo a chiedermi: di cosa avrà avuto tanta paura? [...] Io non conosco il suo segreto: Augusto se l'è portato con sè. Sull'Olimpo. O nella tomba")
(Sandman - August)

mercoledì 10 agosto 2011

Paolo, dimmi come fai a dire che tu credi in questo vecchio Pazzo Mondo

Se il mio futuro lo vedo abbastanza fosco, provo a immaginarmi quello di Paolo
(Non sapete chi è Paolo? Paolo è quel mio amico talmente buono che...)
dicevo, quello di Paolo ovviamente non riesco a vederlo. Ma di una cosa sono sicuro: Paolo non sarà mai come me. Io, al contrario, vorrei essere sempre più come Paolo, ma anche questo resterà un traguardo inarrivabile.

Mi riferisco al fatto che la vita ti toglie tutto, con gli anni, una cosa alla volta. Prima o poi tutti gli appigli, tutti gli argini vengono via. E per quelli come me e Paolo, che non siamo figli di nobili senza pensieri e abbiamo avuto la nostra buona dose di guai e rotture di coglioni già da giovani (in modo diverso, ovviamente), con la vecchiaia i problemi non diminuiranno, anzi.

E mentre io mi immagino amareggiato e arrabbiato per aver vinto poche volte e poco, e aver perso tante volte e tanto, Paolo, che pure ahilui avrà avuto qualche rogna (gli auguro di no, ovviamente! Ma come dicevo, la vita mi sembra spietata di suo) sarà lì ancora fiducioso, realista tendente all'ottimista, a trovare una spiegazione, il lato positivo, la voglia di sorridere al risveglio successivo.

E nonostante tutto, nonostante tutto quello che possa capitare, Paolo è il tipo che guarderà con umiltà al male, con un'umiltà così forte che sarà sempre il male ad abbassare la testa, arrivando a chiedere al Nostro perchè non si arrabbia, perchè non perde la pazienza...
E quando Paolo continuerà semplicemente ad essere se stesso, sarà il male stesso a chiedergli come fare per essere migliore, per essere meno malvagio...

E se un giorno io potessi rivederlo e chiedergli: "Paolo, ma come cazzo fai a dire che tu credi in questo vecchio Pazzo Mondo?" - e sentire la sua risposta, il suo punto di vista, e poterne discutere, come abbiamo fatto tante volte in passato- se potessi fare tutto questo, un giorno, sarà un futuro meno tetro del previsto...