Robin Hood è uno dei miei cartoni animati preferiti, da sempre... un cartone fatto di scene memorabili, eppure ce n'è una che mi è rimasta impressa solo in anni recenti...
Si, perchè se da piccolo ridevo delle litigate tra "Siiiire" e il suo serpente Bis, o ero affascinato dal motto "E' l'una di notte, e tutto va bene", da poco ho rivissuto una delle scene meno famose, ma comunque spassose...
Erano i tempi dello studentato, quell'epoca d'oro della condivisione della camera con Paolo, quando un giorno lo chiamai. Considerate che eravamo a mezzo metro di distanza, con le scrivanie attaccate.
"Pà..." Uso spesso diminutivi dei nomi. Niente, nessuna risposta. Era evidentemente distratto.
"Paolo..." Il secondo tentativo fallì anche con il nome completo. Fu lì che usai l'effetto sorpresa...
"Roberto..." E si girò, dato che non poteva esserci nessun "Roberto" in camera.
Mi venne in mente questa scemenza avendo (ri)visto poco prima proprio Robin Hood... e ripenso spesso a quell'episodio, lo considero il mio anneddoto migliore, anche se è quello che fa ridere di meno... e, riguardando la scena del cartone, ho capito anche perchè è così significativa per me...
Quel Robin distratto perchè innamorato, rappresenta alla perfezione Paolo, che era sempre (ed è ancora, ci giurerei) perso nel suo amore... ma non solo verso qualche pollastrella di turno, bensì verso il mondo in generale... Paolo non era di quelli che sono con la testa tra le nuvole per i troppi impegni da fare, no - niente di così banale. Paolo era pensieroso perchè pensava all'amore - per il mondo, per gli altri, e per l'Amore stesso... e quando io vagheggiavo le mie teorie abbastanza ciniche o pessimiste, lui non si stancava mai di dire che, tra il Bene e il Male, al massimo era finita 1 a 1, e pure con un rigore rubato alla fine dallo schieramento malvagio...
Insomma, se questa scena mi piace tanto e ancora la ricordo, breve frammento incastonato in anni di esperienze, è proprio perchè in essa c'è il mio ex compagno di stanza, e anche io... dopotutto, in questo mondo, a volte, c'è bisogno, oltre che dei Robin Hood, anche dei rompiscatole come me che ti riportano sulla terraferma...
E non c'è ruolo che abbia recitato, maschera che abbia indossato, che mi ha dato più soddisfazione di quella di essere, per un pò, il Little John della situazione...
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lunedì 17 settembre 2012
sabato 3 dicembre 2011
Il Rivale Immaginario
Non c'è nulla di più facile, per affermarsi, che avere un nemico.
Un nemico crea una situazione di emergenza, di conflitto, e allora, se vuoi vincere, non puoi stare lì a fare dolorose autocritiche: devi accettarti come sei, pregi e difetti, ed essere sicuro di te, mentre vai in battaglia, altrimenti perdi.
Diverso è quando il nemico non ce l'hai. Lì sono dolori. Lì finiscono le esaltazioni e la possibilità di dare la colpa agli altri. Lì, a ben vedere, il nemico sei te stesso. Ma questo è un altro discorso...
Qui volevo parlare di quando, esasperato da un pò di problemi, ho pensato bene di esternalizzare le mie responsabilità, almeno in parte, trovando un nemico. E quale nemico ho scelto? Ma un amico, ovviamente! Niente di più semplice!
Qualche anno fa, a Roma stavo passando uno dei periodi di "down" che si presentavano di tanto in tanto. C'era in ballo la possibilità di restare nella mitica Residenza. Rischiavo seriamente di dovermene andare e lasciare la mia adorata Camera 22 e le chiacchierate con Paolo.
Ebbene, c'era un nostro amico, che per ragioni di anonimato chiamerò Emiliano, che stava spesso da noi, e io, essendo paranoico, dopo un pò avevo fatto 2+2: voleva il mio posto.
Mi immaginavo una persona che volesse escludermi passo dopo passo, in tutto e per tutto, e che sarebbe diventato il nuovo coinquilino della Camera 22.
Alla fine riuscii a rimanere, anzi, di fatto in qualche modo nulla è stato come prima nei 2 anni circa che sono rimasto lì, ma anche questo è un altro discorso... fatto sta che Emiliano, mentre cercavo di trovare un appiglio nel bando per poter restare, senza avere copia del bando, me ne prestò una. Chiaro che voleva aiutarmi, no? Si, ma un pò di diffidenza mi rimase...
Anche quando mi salutò con tutti gli altri mentre partivo per la Svezia... o quando mi mandò un video, sempre con la stessa banda, per il mio compleanno, mentre ero nelle lande nordiche...
Poi sono tornato dall'Erasmus, e ho ripreso il mio posto, che nel frattempo s'era trasferito, ma sempre col grande Paolo... e sono uscito dallo studentato, e così Emiliano, e Paolo, e tanti altri... e tutto scorre, e le band si sciolgono, e gli amici li perdi di vista, e qualche diffedenza resta, un'eco lontana, un rumore di fondo...
Eppur si muove... tutto, tranne il mio cervello bacato...
Sono passati un paio di anni, e altri ne passeranno... e le rivalità, i contrasti, i sotterfugi, lasciano il tempo che trovano, si e no ci si ricorda di qualcosa di buono che si è fatto, figurarsi il cattivo...
Eppure uno sta tranquillo a giocare a Tressette su Facebook... viene chiamato, e, oh, è proprio Emiliano...
Come va, come non va... poi una bella partita in coppia e vinciamo, nonostante a 4 sto a dir poco crepato...
E insomma, immagino... spero... che non sia mai troppo tardi per riconoscere di essersi sbagliati... e per riconoscere un vero amico, quando hai la fortuna di averlo...
(Il biglietto sul bando che mi serviva per cercare di restare nello studentato: "In bocca al lupo, fraser, e se non ci vediamo, buone feste")
Se non ci vediamo, buona vita, Emiliano...
Un nemico crea una situazione di emergenza, di conflitto, e allora, se vuoi vincere, non puoi stare lì a fare dolorose autocritiche: devi accettarti come sei, pregi e difetti, ed essere sicuro di te, mentre vai in battaglia, altrimenti perdi.
Diverso è quando il nemico non ce l'hai. Lì sono dolori. Lì finiscono le esaltazioni e la possibilità di dare la colpa agli altri. Lì, a ben vedere, il nemico sei te stesso. Ma questo è un altro discorso...
Qui volevo parlare di quando, esasperato da un pò di problemi, ho pensato bene di esternalizzare le mie responsabilità, almeno in parte, trovando un nemico. E quale nemico ho scelto? Ma un amico, ovviamente! Niente di più semplice!
Qualche anno fa, a Roma stavo passando uno dei periodi di "down" che si presentavano di tanto in tanto. C'era in ballo la possibilità di restare nella mitica Residenza. Rischiavo seriamente di dovermene andare e lasciare la mia adorata Camera 22 e le chiacchierate con Paolo.
Ebbene, c'era un nostro amico, che per ragioni di anonimato chiamerò Emiliano, che stava spesso da noi, e io, essendo paranoico, dopo un pò avevo fatto 2+2: voleva il mio posto.
Mi immaginavo una persona che volesse escludermi passo dopo passo, in tutto e per tutto, e che sarebbe diventato il nuovo coinquilino della Camera 22.
Alla fine riuscii a rimanere, anzi, di fatto in qualche modo nulla è stato come prima nei 2 anni circa che sono rimasto lì, ma anche questo è un altro discorso... fatto sta che Emiliano, mentre cercavo di trovare un appiglio nel bando per poter restare, senza avere copia del bando, me ne prestò una. Chiaro che voleva aiutarmi, no? Si, ma un pò di diffidenza mi rimase...
Anche quando mi salutò con tutti gli altri mentre partivo per la Svezia... o quando mi mandò un video, sempre con la stessa banda, per il mio compleanno, mentre ero nelle lande nordiche...
Poi sono tornato dall'Erasmus, e ho ripreso il mio posto, che nel frattempo s'era trasferito, ma sempre col grande Paolo... e sono uscito dallo studentato, e così Emiliano, e Paolo, e tanti altri... e tutto scorre, e le band si sciolgono, e gli amici li perdi di vista, e qualche diffedenza resta, un'eco lontana, un rumore di fondo...
Eppur si muove... tutto, tranne il mio cervello bacato...
Sono passati un paio di anni, e altri ne passeranno... e le rivalità, i contrasti, i sotterfugi, lasciano il tempo che trovano, si e no ci si ricorda di qualcosa di buono che si è fatto, figurarsi il cattivo...
Eppure uno sta tranquillo a giocare a Tressette su Facebook... viene chiamato, e, oh, è proprio Emiliano...
Come va, come non va... poi una bella partita in coppia e vinciamo, nonostante a 4 sto a dir poco crepato...
E insomma, immagino... spero... che non sia mai troppo tardi per riconoscere di essersi sbagliati... e per riconoscere un vero amico, quando hai la fortuna di averlo...
(Il biglietto sul bando che mi serviva per cercare di restare nello studentato: "In bocca al lupo, fraser, e se non ci vediamo, buone feste")
Se non ci vediamo, buona vita, Emiliano...
mercoledì 6 aprile 2011
Un altro Blog Inutile
Salve a tutti (più o meno, il concetto di "tutti" è troppo ampio... uno come Gheddafi non lo saluterei mai, per esempio... e nemmeno mia cugina, se è per questo).
Questo è il mio secondo Blog.
(In realtà è il terzo, ne aprii un altro prima di partire per la Svezia, convinto che avrei approfittato del soggiorno all'estero per scrivere anche post in inglese, ma questo non è successo... segno che una lingua la puoi imparare bene quanto ti pare, ma tutti noi abbiamo una lingua naturale [massimo 2, se si contano dialetto e italiano], e ogni concetto ti viene spontaneo con quella lingua... se ne sai parlare un'altra, devi comunque passare per il filtro della prima, perdendo spontaneità... vabbè, sto divagando...)
Dicevo, questo è il mio secondo Blog.
Statisticamente, c'è almeno uno che sta leggendo che ha pensato "E 'sti cazzi", e se non c'è, lo penserò io, per rispetto della statistica...
Si, non frega niente a nessuno che questo è il mio secondo Blog, che quello di prima si chiamava "Camera 22", che c'ho scritto assiduamente per circa 3 anni, e l'ho lasciato quasi inerte in seguito... e se non ci fosse stato MSN a obbligarmi a spostarlo o lasciarlo morire, sarebbe ancora lì...
Ma la "Camera 22" non aveva più senso, per una serie di motivi, sui quali magari scriverò (ma anche no)... se proprio avessi dovuto scrivere ancora un Blog, doveva essere nuovo, e rappresentare la mia nuova, attuale, fase di vita (qualunque essa sia)...
Solo che non pensavo che fosse necessario. Ma ultimamente mi sono passate tante cose in testa, tanti pensieri di cui vorrei tenere una traccia, anche minima... perchè non scriverli per cazzi miei e basta? Perchè è bello condividere, no? So che è un concetto un pò ostico per alcuni, nell'Italia del Dio Egoismo di Berlusconi, ma... è così, condividere è bello, e se non siete d'accordo, mi dispiace per voi...
(Avete presente la scena finale di Mazzarò, con il ricco che scappa senza una direzione stringendo polli e denari, perchè sta morendo, e non vuole darli a nessuno? Ecco cosa NON è la condivisione)
Secondo o terzo Blog che sia, "Sotto la Ferrovia" è il titolo che ho scelto... c'è tutta una storia dietro... altri nomi ai quali avevo pensato erano "Sancta Sanctorum" (dal nome della dimora del Dottor Strange, ma troppo elaborato), "Sopra la Loggia" e "Dentro la Sala"... ma quello che mi piace di più è quello scelto (ovvio)... magari ci tornerò...
Ma perchè aprire un altro Blog? Verso la fine di Camera 22, avevo scritto un post chiedendomi se avesse ancora senso scrivere nei Blog, con l'avvento della messaggeria istantanea di Facebook e Twitter. Conclusi che si, aveva ancora senso.
Mi sbagliavo. Non ha senso. Non serve a niente scrivere un Blog. Non serve, perchè come diceva un economista, nel lungo periodo saremo tutti morti. Cioè, saremo tutti dimenticati. Anche Dante e Shakespeare -nessuno si ricorderà de La Divina Commedia o di Romeo e Giulietta... e se saranno dimenticati loro, figurarsi tutti i Blog che popolano Internet...
Insomma, il concetto di Blog come mezzo per essere famosi, catturare visite, attrarre ragazze o fare i fighi è assolutamente irrilevante...
Forse il Blog lo puoi scrivere anche al lavoro, mentre Facebook è filtrato? Boh, non mi sembra ancora una buona ragione...
Insomma, parto dal presupposto che questo Blog non serve a niente e a nessuno. Liberatomi da complessi di onnipotenza, potrò scrivere non a scadenza, ma quando mi pare, e quando avrò qualcosa di significativo (almeno per me) da dire...
Ripeto, questo Blog è inutile.
Sapendo questo, tutto il resto mi verrà naturale...
Questo è il mio secondo Blog.
(In realtà è il terzo, ne aprii un altro prima di partire per la Svezia, convinto che avrei approfittato del soggiorno all'estero per scrivere anche post in inglese, ma questo non è successo... segno che una lingua la puoi imparare bene quanto ti pare, ma tutti noi abbiamo una lingua naturale [massimo 2, se si contano dialetto e italiano], e ogni concetto ti viene spontaneo con quella lingua... se ne sai parlare un'altra, devi comunque passare per il filtro della prima, perdendo spontaneità... vabbè, sto divagando...)
Dicevo, questo è il mio secondo Blog.
Statisticamente, c'è almeno uno che sta leggendo che ha pensato "E 'sti cazzi", e se non c'è, lo penserò io, per rispetto della statistica...
Si, non frega niente a nessuno che questo è il mio secondo Blog, che quello di prima si chiamava "Camera 22", che c'ho scritto assiduamente per circa 3 anni, e l'ho lasciato quasi inerte in seguito... e se non ci fosse stato MSN a obbligarmi a spostarlo o lasciarlo morire, sarebbe ancora lì...
Ma la "Camera 22" non aveva più senso, per una serie di motivi, sui quali magari scriverò (ma anche no)... se proprio avessi dovuto scrivere ancora un Blog, doveva essere nuovo, e rappresentare la mia nuova, attuale, fase di vita (qualunque essa sia)...
Solo che non pensavo che fosse necessario. Ma ultimamente mi sono passate tante cose in testa, tanti pensieri di cui vorrei tenere una traccia, anche minima... perchè non scriverli per cazzi miei e basta? Perchè è bello condividere, no? So che è un concetto un pò ostico per alcuni, nell'Italia del Dio Egoismo di Berlusconi, ma... è così, condividere è bello, e se non siete d'accordo, mi dispiace per voi...
(Avete presente la scena finale di Mazzarò, con il ricco che scappa senza una direzione stringendo polli e denari, perchè sta morendo, e non vuole darli a nessuno? Ecco cosa NON è la condivisione)
Secondo o terzo Blog che sia, "Sotto la Ferrovia" è il titolo che ho scelto... c'è tutta una storia dietro... altri nomi ai quali avevo pensato erano "Sancta Sanctorum" (dal nome della dimora del Dottor Strange, ma troppo elaborato), "Sopra la Loggia" e "Dentro la Sala"... ma quello che mi piace di più è quello scelto (ovvio)... magari ci tornerò...
Ma perchè aprire un altro Blog? Verso la fine di Camera 22, avevo scritto un post chiedendomi se avesse ancora senso scrivere nei Blog, con l'avvento della messaggeria istantanea di Facebook e Twitter. Conclusi che si, aveva ancora senso.
Mi sbagliavo. Non ha senso. Non serve a niente scrivere un Blog. Non serve, perchè come diceva un economista, nel lungo periodo saremo tutti morti. Cioè, saremo tutti dimenticati. Anche Dante e Shakespeare -nessuno si ricorderà de La Divina Commedia o di Romeo e Giulietta... e se saranno dimenticati loro, figurarsi tutti i Blog che popolano Internet...
Insomma, il concetto di Blog come mezzo per essere famosi, catturare visite, attrarre ragazze o fare i fighi è assolutamente irrilevante...
Forse il Blog lo puoi scrivere anche al lavoro, mentre Facebook è filtrato? Boh, non mi sembra ancora una buona ragione...
Insomma, parto dal presupposto che questo Blog non serve a niente e a nessuno. Liberatomi da complessi di onnipotenza, potrò scrivere non a scadenza, ma quando mi pare, e quando avrò qualcosa di significativo (almeno per me) da dire...
Ripeto, questo Blog è inutile.
Sapendo questo, tutto il resto mi verrà naturale...
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