Era una serata fredda di Febbraio, ero tornato per un week end veloce dalla Svezia, e i miei amici mi avevano acoclto con grande gioia... subito eravamo usciti, e ci stavamo gelando passando all'aperto le prime ore del sabato notte...
Si parlava, si rideva, si discorreva... tutto come sempre, tutto che fila piacevolmente liscio...
Quand'ecco che...
Quand'ecco che arriva una macchina che percorre a razzo lo spiazzale davanti la Biblioteca di Fondi, dov'eravamo appostati... la macchina corre da pazzi, ma a un certo punto fa qualcosa di ancora più folle... inserisce il freno a mano! A quel punto la macchina sbanda e fa un mezzo testa coda che sembra non finire più, mentre il conducente cerca forsennatamente di frenare e riprendere il controllo.
A quel punto mi rendo conto che la macchina impazzita è diretta sulla mia Yaris, che sembra avere i secondi contati.
Suspence... la macchina fuori controllo sbanderà o sbanderà?
La macchina subisce la frenata decisiva, e per un istante io e i miei amici siamo sicuri che spiccherà il volo e si accappotterà. Addosso alla mia, ovviamente. Invece l'auto si alza un pochino di lato, e poi poggia di nuovo a terra, sana e salva. Come la mia Yaris.
Scende l'autista spericolato, e tutti noi, dopo un ultimo attimo di incredulità, ci riprendiamo e gli urliamo, con un tono tra il saluto normale, la paura, la risata e il rimprovero.
Era un nostro amico.E in fondo non aveva fatto nulla di male... voleva solo celebrare il mio ritorno dalla Svezia, no? E' il pensiero che conta...
Era capace di questa e altre follie. Non lo voglio lodare, nè infamare. Era una persona come tutte, con vizi e virtù.
Poche amicizie durano per sempre... a volte ci si perde di vista e tanto basta a ritrovarsi non più come prima, ma come stranieri. Non so se sarebbe successo questo con il mio amico in questione.
Ma so che le storie finiscono, le amicizie si dimenticano, le band si sciolgono, ma il bene, l'affetto, la gioia passata e i ricordi piacevoli restano... se tutti lo vogliono... se tutto finisce per la naturale caducità e fragilità dell'esistenza e la potenza distruttiva del tempo...
Se invece si rompe con rabbia, violenza e disprezzo da entrambe le parti, inevitabilmente questo si ripercuote anche sul passato, e getta ombre pesanti su quanto di bello c'è stato... giornate luminose che diventano grigie, risate ritirate, battute trattenute... il bello si fa sporco...
Ho anche io le mie colpe, e d'altronde, quando ci si confronta, si fa sempre tutto in due... ma al di là di percentuali di colpa e altro, resta il dispiacere di non poter più ridere di un'ape-car multata, di versi del "castrato" e del gabbiano, di favori chiesti con lo stesso gesto di esultanza di Kakà, e di molto altro...
Di non poter più ridere con amici a proposito del passato, del presente, e del futuro... e di una macchina che per poco non si accappottava e beccava la mia... e nonostante ciò, quello fu un gran bello spettacolo a cui assistere...
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