giovedì 12 maggio 2011

Storie di Network

Non dico nulla di clamoroso se affermo che viviamo nell'era del Network, dei collegamenti al di là dei confini geografici.

E' sempre la stessa storia... Internet ha permesso di ridurre le distanze, eccetera eccetera... tutti, o quasi, usiamo i social network, da quelli più vecchi (qualcuno ricorda il tormentone "Ma è vero che Messenger diventerà a pagamento?") a quelli più recenti (qualcuno ricorda di controllare su Facebook ogni giorno di chi è il compleanno? Io no, purtroppo)

Insomma, siamo tutti collegati, volenti o nolenti, e avere uno spazio di privacy è sempre più difficile... ma va bene, non propongo di rifugiarsi in qualche caverna e vivere come un'eremita... sapere che tra me e Obama ci sono 5 persone, è anche carina come cosa... il genere umano ha raggiunto un grado di connettività mai visto prima...

Detto ciò, c'è Network e network...
Nel senso che un Network, un insieme di conoscenze, dovrebbe essere la naturale conseguenza di interessi comuni, valori comuni, una collaborazione... insomma, il Network dovrebbe derivare da qualcosa di concreto a monte, e prevedere il collegamento sincero di persone...

Poi c'è l'altro tipo di network (notare il minuscolo), in cui collegamenti, conoscenze, relazioni e "Do ut des" sono la portata principale, anzi, non c'è quasi nient'altro... interessi, valori, collaborazioni? Marginali, se non del tutto assenti.
Come nel cartone "La Spada nella Roccia", in cui Semola è ignorato da molti e disprezzato da alcuni... poi riesce ad estrarre Excalibur, e improvvisamente per tutti è Re Artù... non ci interessa nulla di Semola, cosa pensa, quali sono i suoi ideali... no, ci interessa solo che adesso è potente, e quindi è conveniente conoscerlo...
E non è solo nel cartone animato, purtroppo... ho visto con i miei occhi persone distratte, sentendo parlare di sconosciuti, che poi hanno raddrizzato le orecchie quando hanno realizzato che si trattava di persone importanti...
Questo schifo... volevo dire, questo tipo di connettività, è una sorta di nuovo verbo: "Networkare", "Fare Network" a prescindere...

Più volte mi è stato detto "Non importa solo quello che sai fare, ma anche come lo fai". Sono d'accordo, ma è anche vero che "Non importa solo come fai una cosa, ma anche se la sai fare davvero".

Il mondo è complicato, ambiguo, e tra bianco e nero ci sono tante sfumature di grigio, ma alla fin fine ci si riconduce sempre a una lotta tra Bene e Male. Per me il Network buono è quello sincero, disinteressato e che nasce quasi per caso.
Il network malato è il network "tanto per", è il restare attaccato a una persona solo per farsi i cazzi suoi, invadendone la privacy senza ritegno, il non curarsi della qualità di una persona, ma del titolo, eccetera eccetera...

Si, lo so, questo Post è molto moralista... ma di sicuro è molto attuale...

Quando mi è capitato di trovarmi impelagato in questi network, ne sono sempre uscito, come un Artista Escapista, un Genio della Fuga che cerca la libertà e un pò di aria pulita.
I network buoni invece me li tengo stretti, proteggendoli con tutte le mie forze.

Io la vedo così... poi, come dicono gli inglesi in ambito informatico, "Of course, your mileage may vary"...

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