lunedì 16 maggio 2011

Storie di Lucciole

Da bambino mi colpirono molto, queste luci nella notte. Fari ambulanti nella campagna. Badate, era ben prima di laser e cellulari... un bagliore sospeso era veramente qualcosa di particolare...

Ricordo che una volta le vidi da vicino. Le lucciole, intendo. Ero a casa degli zii, e una lucciola era entrata dentro. Vidi che si trattava sostanzialmente di un insetto come tutti, in grado però di brillare. Quell'insetto morì: forse a furia di giocarci noi bambini, con la nostra irruenta curiosità; forse l'insetto morì per conto suo. Ricordo che però mi feci male. Rivedo quella scena, quel bagliore che pian piano si spegne, e sento un dolore al dito... ho toccato quella lucciola? Mi ha punto? Non saprei, anche la luce del ricordo si spegne...

Ricordo una canzone, di quelle che cantano le madri ai bambini piccoli...
 "Lucciola, oh Lucciola, o Lucciolina, voli nella notte, piccolina..."

Nel canto 26 dell'Inferno, Dante voleva usare una similitudine per indicare una grande luce. E usò le lucciole. C'era tanta luce, disse, come quella che vede un contadino che si affaccia dal colle d'Estate, e vede le lucciole che illuminano il paese a valle. Qualcosa del genere. Resta un messaggio potente. A quell'epoca c'erano talmente tante lucciole, che non le distinguevi una ad una, erano un bagliore unico.
Ogni anno invece io ne vedo sempre di meno, a casa mia. Appaiono ai primi di Maggio, e alla fine del mese se ne sono già andate, arrivederci all'anno prossimo. Forse.

Si, perchè queste apparizioni belle ma fugaci mi ricordano un pò la vita e quegli attimi belli che bruciano in un secondo. Sapendo che non dura, mi godo la vista. La sera mi affaccio dal mio terrazzo e guardo la mia campagna. Non c'è il bagliore comune ai tempi di Dante, ma tanti spettri luminosi che sono ancora lì, anni dopo, a volare nella notte...

Adoro le lucciole, non so perchè. Volevo spiegarlo in maniera coerente e completa, ma anche questo Post è una chiazza di pensieri, un volo luminoso intermittente... paragrafi che appaiono e scompaiono, come le lucciole...

Quest'anno, stranamente, mi sembra che ce ne siano di più, e che perdurino... forse la magia non è nelle lucciole, ma negli occhi di chi le guarda...
Quest'anno, forse uno dei momenti più importanti della mia vita, un passaggio tra una fase e un'altra, un passaggio di consegne, uno scambio del testimone... queste lucciole le guardo, e mi danno la serenità di quand'ero bambino. Nel buio, ci sono loro. Mi piace pensare che ogni anno tornino per me, che mi stiano tenendo d'occhio, e che adesso è il momento decisivo.

Mi piace pensare che, osservandole svolazzare tra campi di erba alta più di me, si raduneranno tutte insieme, indistinte, per indicarmi chiaramente la strada, per sostenermi. Ma non è così. Passa il tempo, e loro volano separatamente, sparse... io allora mi volto e torno verso casa, un pò deluso...

(Dietro di me, non le vedo più, ma le lucciole si uniscono per dirmi qualcosa. Mi stanno segnalando la via da percorrere. E' quella che sto già percorrendo...)

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