venerdì 17 gennaio 2014

Nessuno faccia piangere Michela!

"Michela, perchè stai piangendo?", chiese la maestra.
E lei: "Stavo passeggiando, e ho sentito alcuni bambini che dicevano... che dicevano... 'Guarda, guarda, c'è una ne... una ne..." - Michela non riuscì a finire la frase, iniziò a piagnucolare. Comprensibile, aveva solo - quanto? 7 anni? 8? Eravamo alle elementari, quello è sicuro, e quel giorno capii da vicino cosa fosse il razzismo. Non tanto da vicino quanto la povera Michela, ovviamente, ma vicino abbastanza...

Erano già almeno 3 o 4 anni che conoscevo Michela. Era una delle mie compagne di classe dall'inizio di quell'avventura e, si, era, ed è, nera. E nessuno di noi in classe ci trovava niente di strano. Nessuno la prendeva in giro per quello, nonostante i miei compagni di classe non fossero certe dei santarellini...

Michela era una bravissima bambina, riusciva a farsi voler bene da tutti, ma era anche una secchiona, e i secchioni tipicamente non sono simpaticissimi a molti compagni di classe... eppure, niente, se prese in giro o scherzi ci sono stati (e non ne ricordo), nessuno ha riguardato il colore della pelle.

Mi piace pensare che in quella classe, la sezione L, io e gli altri siamo stati educati anche su questo argomento, e il concetto che "il colore della pelle può essere paonazzo e non cambia nulla" è rimasto impresso a tutti noi, molto più dei regoli che usavamo o di come contare il numero "20" con l'abaco.

Mai e poi mai ho pensato di dire "ne..." o derivati vari a chi era di colore e mi stava sulle scatole o volevo offenderlo. Mai. Non si fa. Non si fa perchè magari quella persona è talmente stronza che lo regge pure, ma se entri in quel meccanismo idiota di linguaggio, prima o poi potresti far piangere una bambina come Michela.

E mi fa ribrezzo quando vedo politici in TV che parlano di "negritudine" o minchiate simili... che attaccano un ministro palesemente perchè è nero (hai voglia loro a dire di no). Mi fa ribrezzo perchè ripenso a Michela, quel giorno. Loro, intese le merde verdi (col colorito scuro, quindi, ci sono anche loro), evidentemente non hanno avuto questa esperienza, non sono stati educati come me. E questa è l'ennesima prova che il male nasce dall'ignoranza. Da un'ignoranza forte, proprio.

Lascio quindi i suddetti politici e altri facinorosi a cercare di creare velature di grigio per nascondere il loro razzismo. Per me, anche qui, non c'è proprio nessun grigio, nessuna sfumatura: se dici "ne..." rischi di far piangere un bambino uguale a tutti gli altri, ed è sbagliato, quindi non si dice.
Punto.

Sul razzismo, il mondo si divide tra chi fa piangere Michela, e chi no. Semplice...

domenica 12 gennaio 2014

Fredric Wertham, un eroe come tanti

Questo post parla di Fredric Wertham, psichiatra che combattè la violenza dei fumetti e la ebbe vinta; ne dà prima un piccolo contesto biografico; riflette su ciò che è accaduto, col vantaggio della prospettiva unica data dal passare del tempo; infine, si chiede cosa abbia ottenuto davvero, il dottor Wertham.

Fredric Wertham, nel mondo dei fumetti, è spesso paragonato a Satana, all'Uomo Nero, al Baobab, insomma, a una presenza fortemente negativa. Wertham è l'Avversario. Ma la cosa interessante è che ci sono stati molti, non ultimo, Wertham stesso, che l'hanno considerato un eroe.

Anche io ho una concezione fortemente negativa di Wertham, almeno fino a un certo punto della sua vita. Poi la negatività si trasforma in comicità e compassione per quest'uomo. Ci arrivo tra poco.

Innanzitutto, dato che sto scrivendo di Wertham, mi sono riletto la sua biografia. Appena ho visto che è nato in Germania, mi sono detto "Perfetto, ecco uno pischiatra che ha appoggiato il nazismo in Germania e successivamente è andato a fare il predicatore in America". Invece no, Wertham ha lasciato la Germania già nel 1932, spostandosi negli Stati Uniti, e diventando, negli anni, anche discretamente famoso, dato che il suo parere veniva richiesto in molti processi famosi, per determinare lo stato di infermità mentale o meno di vari criminali.

E fu proprio il successo e la reputazione di Wertham a dare grande eco alla sua battaglia degli anni '40 e '50. Wertham era visto come il massimo esperto della psicologia infantile e adolescenziale, e quando cominciò a dire che i fumetti stavano trasformando la sana gioventù americana in criminali efferati, molti gli diedero retta. Il suo libro sull'argomento, "La Seduzione degli Innocenti", fu citato in giornali letti da milioni di genitori. Che furono convinti che leggere fumetti trasformasse innocenti bambini in futuri assassini. Sembra una barzelletta a sentirlo oggi, ma negli anni '50 americani della caccia alla streghe e ai famigerati comunisti (caccia che ancora continua in paesi più ritardati, in tutti i sensi, come l'Italia) - in quell'America, era l'ennesima battaglia dei buoni contro i cattivi.

Quali erano le prove di Wertham? Vignette di fumetti estrapolate dalle storie, interpretazioni dello stesso Wertham ("guardate, l'incavo dell'albero che si vede sullo sfondo richiama in maniera subliminale un seno femminile"... un pò come Giovanardi che vede gay anche nelle nuvole in cielo)... e ancora, testimonianze riportate non fedelmente, annedoti retorici presentati come fatti realmente accaduti... ma la ciliegina sulla torta era nelle conclusioni di Wertham: dato che molti ragazzi che avevano guai con la giustizia leggevano fumetti, allora leggere fumetti portava a diventare criminali.

Peccato che a quei tempi i fumetti erano diffusissimi tra i ragazzi. Li leggevano i ragazzi nei riformatori, sì, ma anche quelli nelle scuole... dai bulli ai secchioni, da futuri romanzieri di successo come Stephen King, a futuri presidenti degli Stati Uniti come Obama.
TUTTI i ragazzi leggevano fumetti. Ma, stranamente, Wertham non considerò gli esempi positivi. Considerò solo un campione parziale, nemmeno statisticamente significativo, e dedusse la sua grande teoria.
Mi stupisce che Wertham non abbia detto anche che l'acqua è pericolosa, visto che tutti i giovani criminali bevevano acqua. Peccato!

Wertham non solo usò prove approssimative o addirittura falsificate ad arte... non solo enunciò un teorema dalla logica molto discutibile... dimostrò anche di non capire molto di fumetti, dato che per lui erano tutti del genere "crime", "horror" e "western"... dimenticando altri generi come i super-eroi, i rosa, i gialli, i "funny animals", e altri...
Nonostante questa lista di punti negativi che renderebbero risibile qualsiasi teoria, Wertham ce la fece. Fu ascoltato seriamente, e le sue posizioni crearono grande scompiglio nell'industria del fumetto. Tante case editrici chiusero, molti autori persero il lavoro e dovettero reinventarsi altrove, e per anni i fumetti divennero adatto a un pubblico di bambini. Scemi, però.

Con il tempo, l'industria dei comics si riprese... la Marvel si inventò i super-eroi con i super problemi, ravvivando un genere stanco e prevedibile... poi i confini furono sfidati sempre di più, con storie che tornarono ad affrontare tematiche sociali importanti, come la guerra, le droghe, il femminismo... tornarono persino i mostri dei fumetti horror...

Insomma, quello che ha ottenuto Wertham è stata una vittoria di Pirro... una vittoria durata anni, ma, alla fine, pateticamente sfumata. Ma non è tutto. Non è questo il punto che mi piace sottolineare.

Mi piace sottolineare come, dopo "La Seduzione degli Innocenti" e l'influenza nel mondo dei fumetti, Wertham, che pensava che TUTTI i mezzi di comunicazione e intrattenimento avessero un'influenza negativa sui giovani, passò a prendersela con la TV. Scrisse un libro sull'argomento, presentando nuove e mirabolanti prove. A sorpresa, stavolta nessun editore volle pubblicare l'opera.

Ed è qui che la mia negatività diventa divertimento e compassione per Wertham. Fino a quando se l'era presa con un'industria piccola e relativamente giovane, dove poteva sfruttare l'ignoranza generale degli adulti, Wertham aveva avuto gioco facile. Quando però aveva alzato il tiro, l'avevano impallinato. Eh si, perchè il mondo della TV, con tutti i suoi sponsor, tutti i lavoratori e l'indotto, con tutta la sua importanza strategica, economica e politica, con tutti i suoi messaggi di marketing... questo mondo, dicevo, era troppo grande e importante per essere messo sotto inchiesta.
Non si poteva rischiare che il Senato facesse udienze sulla pericolosità della TV, dopo averla fatta sui fumetti. Non si poteva rischiare la chiusura di tante trasmissioni che veicolavano spot, soldi, politica, soldi, status, soldi, marketing e... ho detto soldi?

Non si poteva rischiare il collasso del mondo televisivo. E quindi, molto diplomaticamente, nessuno si cagò Wertham, stavolta. Anzi, venne sempre più emarginato, e un libro sui fumetti pubblicato a metà degli anni '60 dimostra come avesse perso qualsiasi contatto con la realtà, dato che, dopo 10 anni di storie innocentissime, sosteneva che i fumetti fossero ancora violenti.

Anzi, Wertham, in questa parabola discendente, fece pure in tempo a contraddirsi. Negli anni '70, infatti, scrisse un libro che elogiava le fanzine, ovvero le riviste curate direttamente dai fan. Si, ma fan di cosa? Di fumetti, ovviamente. Wertham elogiava le fanzine, senza elogiare i fumetti, almeno direttamente. Indirettamente, ci faceva una gran figura di merda.

Wertham morì nel 1981, e da allora è stato sostanzialmente dimenticato da tutti. Gli unici che si ricordano di lui siamo noi lettori di fumetti. E' il nostro Satana, il nostro Uomo Nero, il nostro Baobab.

Ma Wertham è stato anche uno che ha fatto il forte con il debole, e il debole con il forte. Uno che ha ottenuto una vittoria contro dei nemici inesistenti, e che è stato sbranato dai veri soggetti potenti. Uno che ha fatto il gradasso con i bambini, ma è stato messo a cuccia dai grandi.

E Wertham mi ricorda un pò tanti eroi dei giorni nostri, e non solo. Sempre pronti a drizzare i mali del mondo. Ma i mali che combattono sono risibili come i fumetti degli anni '50: combattono le cacche dei cani in strada, i piccioni che lasciano ricordini, un fruttivendolo che non fa lo scontrino di due mele... tutte grandi battaglie. Ma quando e se questi grandi eroi passano a prendersela con mafia, camorra, corruzione e lobby varie, se ne tornano zitti zitti a cuccia, con la coda tra le gambe...

Non c'è che dire, il mondo è pieno di eroi come Fredric Wertham... gente con le priorità ben chiare in testa... ecco perchè è un mondo di merda...
    

lunedì 6 gennaio 2014

Miralago

Recuperarono le reti i pescatori, nel lago, mentre qualche audace passava a tutta birra praticando sci nautico.

Lì vicino, "Il Laghetto" era a festa, come spesso accadeva. Era un ristorante nemmeno tanto facile da raggiungere, ma aveva il suo fascino, e non era troppo caro, pur avendo un menù di pesce.

Il Laghetto era a festa per... un battesimo? Un matrimonio? Non importa, quello che contava era la saletta con le pareti di vetro... potevi uscire fuori, e da lì vedere le persone sedute a mangiare... erano brave persone, per lo più... uomini e donne che lavoravano in un micro-cosmo ancora da paese, mentre il mondo intorno cresceva e cambiava e nel giro di anni li avrebbe divorati - erano proprietari di terre, di alberghi, di piccoli negozietti senza il nastro su cui appoggiare la merce alla cassa. Anni dopo, le terre sarebbero state vendute per farne parcheggi... gli alberghi per svuotarli e mettere sul tetto dei ripetitori per la telefonia... i negozietti ingolobati in una qualunque delle principali catene di supermercati. 

Eppure, in quei capelli bagnati dalla gelatina, o addirittura gonfiati dalla lacca... in quelle spalline esagerate, e nei gioielli ostentati, forse già si potevano intravedere i semi della rovina... cosa importava dar da lavoro a una decina di persone, se si poteva guadagnare di più senza far nulla, con la rendita? Poco importa della salute a repentaglio, che prima o poi li costringe a restituire quei soldi guadagnati... restituirli con gli interessi ai dottori...

I pescatori laggiù potevano vedere quelle persone attraverso le vetrate, e forse hanno pensato lo stesso... avranno sicuramente pensato che la sera avrebbero preparato tielle col pesce invenduto, mentre in quel ristorante c'erano persone che avrebbero cucinato qualcosa e buttato gli avanzi nei rifiuti - molto meccanicamente, senza pensare, senza umanità...

Forse quei pescatori riuscivano a vedere anche il dipinto, sempre su vetro, che raffigurava un paesaggio marino, in particolare dei cavallucci marini... avranno visto quell'immagine di vita ingenua e genuina, quella forma di arte consolatoria... e forse si saranno emozionati, per la semplicità del dipinto, e anche per l'idealità dello stesso... un fondale con sabbia, acqua e pesci. Addirittura con cavallucci marini. In quel dipinto non c'erano sversamenti di rifiuti, non c'erano reti proibite, non c'erano pesci intrappolati in lattine varie. Quel dipinto era una foto del passato, già allora, più che del presente... era anche un'immagine sacra, la religione dell'ambiente, un paesaggio a cui tornare, un giorno...
Nel ristorante, però, dubito che i commensali abbiano pensato a tutto ciò: mentre si sporcavano le mani per sgusciare crostacei e cercavano di pulirsi i rimasugli tra i denti, facendo anche rumore con la bocca, avranno degnato sì e no un paio di occhiate al dipinto. Carino, ma cameriere, dov'è il bagno, o portami un pò di peperoncino, o posso avere una bistecca al posto della frittura mista?

Un giorno i pescatori recuperarono le reti, e non c'era nessuno a fare sci nautico, e il Laghetto aveva chiuso. Forse avrebbero dovuto essere felici della pace ritrovata, ma non erano stupidi. Sapevano che sarebbe arrivato di peggio. Al posto dello sci nautico, prima o poi, qualcuno avrebbe inquinato il lago. E al posto del Laghetto, sarebbe arrivato qualcosa di ancora peggio, di ancora più consumistico e sbagliato moralmente.
Quel giorno, i pescatori capirono che era ora di andarsene. Avevano perso. Avevano lottato, armati solo dei loro ideali e di un mondo di valori più forti e antichi. Non era bastato...

Qualche giorno fa, sono stato al "Laghetto Living", che si trova dove per anni c'era stato "Il Laghetto". Stendiamo un velo pietoso sul nome fighetto, al pari dell'atmosfera del posto. Stendiamo un velo pietoso anche sui lampadari scintillanti e gli specchi dorati che hanno sostituito la sala a vetri e il dipinto del cavalluccio marino.
Quello che ho fatto è stato uscire, e guardare verso lo specchio d'acqua, cercando quei pescatori... non c'erano, ovviamente, ma dovevo cercarli, dovevo verificare che non fossero tornati per chissà quale miracolo o perdita di senno... dovevo cercarli...

Mi chiedo dove siano andati a finire... certo, quello non è più il loro luogo... forse sono finiti in qualche favola che ha storpiato la loro storia, come accade nei racconti tramandati oralmente... forse sono finiti in "Miramare" di De Gregori...

  

giovedì 26 dicembre 2013

Le Maschere dei Giovani

Si sta per chiudere il 2013, e mi sento di un anno più vecchio, anzi, mi sento se possibile ancora più vecchio, come chi insegue a lungo una verità appena accennata, nascosta, e, quando finalmente la trova, si rende conto del tempo passato a inseguirla e del fatto che la conoscenza in sè rende più saggi... e quindi più vecchi...

Quest'anno ho potato un pò di rami secchi di conoscenti di un'altra vita, a cui va la mia gratitudine eterna per avermi insegnato una lezione fondamentale sulla falsità e l'ipocrisia.

Vedete, io c'ero... c'ero a Roma quando i "ggiovani" erano incazzati con la politica, che non dava loro futuro, che tagliava le risorse dell'Università, delle Ricerca, della scuola... che inquinava l'ambiente e calpestava i diritti umani... io c'ero, quando in tutta risposta tenevano in mano bandiere idealistiche... col senno di poi, direi, quando lordavano con le loro mani putride quegli ideali...

C'ero quando si riversavano in piazza, forti del loro coraggio, della loro gioventù, dei loro ideali cristallini...

E poi, che cosa è successo? E' successo che quella classe politica se n'è in buona parte andata, grazie anche a volti nuovi che i suddetti "ggiovani", anzichè cercare di capire, anche di appoggiare, visto che facevano le loro stesse battaglie, hanno contrastato... era il primo segnale... il primo segnale della loro falsità... avrei dovuto accorgermene già allora...

E' successo che quella classe politica che loro contestavano se n'è andata - ma i problemi sono rimasti. I tagli a scuola, Università, ricerca, sono andati avanti, con intensità variabile, ma implacabile... i diritti umani... abbiamo avuto il Kazakhistan che ha fatto come se fosse a casa sua in Italia e abbiamo avuto le immagini di Lampedusa, di cosa parliamo? E l'ambiente? Un Vendola che va a braccetto con i Riva... uno che ha la faccia da culo (o il culo come la faccia, sono la stessa cosa) di portare il nome "Ecologia" nel partito... senza contare la lobby del cemento e delle opere inutili, sempre in agguato, sempre pronta a costruire le stragi del domani (Sardegna, L'Aquila...)

Insomma, la battaglia continua, cari gggiovani. Quegli ideali, quei valori, che tanto coraggiosamente propugnavate, sono ancora lì da difendere, e voi che fate?

Niente. Avete calato la maschera degli idealisti, e non mi è piaciuto quello che ci ho visto sotto. Ci ho visto cose del tipo "Ma si, col fascismo non si stava poi tanto male" o "possono sperimentare sui topi, tanto mi fanno schifo"... e ancora "Vai Vendola, supererai anche questa!"...

Sotto quelle maschere da giovani, avete rivelato la peggior ipocrisia e falsità mai esistita, quella che accomuna forse larga parte di tutte le generazioni di tutta la storia dell'Umanità... non siete stati nuovi, siete stati terribilmente vecchi nel continuare la tradizione di resa incondizionata...
Sotto quelle maschere, avete rivelato personalità egocentriche da far paura, vi siete incoronati sovrani del mondo (cercate di avvisare il resto del mondo a cui di voi non frega un cazzo, però), filosofi saggi, scienziati supremi (spesso senza manco esserlo, cari programmatori informatici) e, come diceva Coleridge, "mille altre cose da schifo" 

Se credeste ancora nelle vostre idee, sareste ancora in piazza, da bravi esibizionisti, oppure sareste in una fase evolutiva delle vostre idee... evoluzione, non rivoluzione delle stesse...

Invece no, perchè a voi non interessava difendere scuola, ambiente e libertà... a voi interessava fare casino col gruppo, fare una manifestazione cool, distinguervi da quelli che la pensavano come voi ma lo davano un pò meno a vedere (ma che, a differenza di voi, cari falsi, sono ancora su quel seminato di idee) - ad alcuni di voi interessava, peggio ancora, solo sostituire quella classe politica con una di maggior gradimento, alla quale non chiedere lo stesso rigore e porre gli stessi obiettivi, passando così dalla politica alla religione...

Ma oramai vi ho smascherato... ho smascherato la vostra ipocrisia... giù la maschera, carissimi, rivelate i vostri volti di vecchi appassiti... perchè cosa c'è di più vecchio di razzismo, auto-incoronazione, superbia, arroganza e tradimento del proprio passato? Nulla. Quel Nulla che siete anche voi.

Sono contento di non esser mai sceso in piazza con voi, e di continuare a pensarla in linea con le idee di allora... meno cose ho in comune con voi, e più sono felice...
Gli anni passeranno, e voi avete imboccato con gioia la strada che conduce dal partire incendiari e fieri al terminare pompieri... complimenti...

Io penso che non ci sia nulla che ti renda giovane come l'essere te stesso, in ogni età... e non c'è nulla che ti renda vecchi e schifosi come auto-tradirsi...

Quindi, finisce qui il mio Post, con la considerazione che essere consapevoli di questa verità mi rende come Nessuno... "E' vero che si può essere come te, giovani di anni, e vecchi di ore"... mentre voi, sotto quelle maschere da giovani, siete giovani di anni, e vecchi di millenni, col retaggio dei peggiori valori negativi dell'umanità...

Buon 2014, cari gggiovani! 

(It seems, because through time and space, though names may change each face retains the mask it wore - Genesis, "Time Table")

mercoledì 11 dicembre 2013

E lo chiamano Natale...

E lo chiamano Natale
questo Natale senza te...
ma non sanno che io sento il Natale
solo quando ricordo te.
Il mio albero spelacchiato ora non c'è,
non c'è più, ne sono sicuro,
ma per me non ce ne sono altri.
E le chiamano feste,
queste feste senza te,
ma non sanno che esiste
chi di notte pensa a un piccolo mercatino ai piedi di un Castello.
Ma gli altri qui vivono, parlano, amano.
E lo chiamano Natale
questo Natale senza te...

(Senza la campagna e gli animali infreddoliti... senza le abbuffate apocalittiche... senza i presepi e le Chiese illuminate a mezzanotte... senza luci a casaccio, in eccesso... senza il mio albero di fine anni '80 spelacchiato, ma gloriosamente ancora in grado di essere addobato e ricevere la sua "punta" che voglio sempre mettere io... senza la Piazza con le persone che passeggiano tranquillamente e quelle che avrebbero tante storie da raccontare, mentre arrostiscono delle caldarroste o vendono musi di porco o pizza sporca... insomma, senza Fondi... e lo chiamano Natale...)

 

giovedì 21 novembre 2013

Nord Sud Ovest Est

Quando uno pensa agli 883 - quando ne pensa bene, almeno, quelli che li maledicono o li ignorano non contano, qui -quando si pensa agli 883, dicevo, vengono in mente diversi cavalli di battaglia... forse i principali sono "Hanno Ucciso l'Uomo Ragno", "La Dura Legge del Gol" e "Gli anni"...

"Nord Sud Ovest Est", pur essendo nota, non è forse la più famosa, eppure è la mia canzone preferita degli 883 (il che è strano da dire per uno come me, che dovrebbe adorare "La Ballata dell'Uomo Ragno" di De Gregori solo perchè ha Spidey nel titolo, anche se poi parla di Craxi)...

Perchè si, chiariamolo subito, sono un fan degli 883... spesso non vado oltre i singoli, anche perchè con titoli come "Te la tiri" e "6/1/sfigato", sfido chiunque a non scappare dallo stereo...
(Non si dovrebbe giudicare un libro dalla copertina o una canzone da un titolo, ma Cristo Santo, certi titoli sono immaturi per ragazzini di 12 anni!)

Gli 883, dicevo... si, che mi piacciono, e cosa c'è di male? Oggi ne sento parlare come di una macchietta, e Max Pezzali che alterna momenti di maturità a esibizioni insieme a rapper 20 anni più giovani di lui non aiuta... eppure, negli anni Novanta, gli 883 erano popolari al massimo, nel senso di genere di musica, e nel senso del successo che ottenevano... e perchè non doveva essere così, in fondo? 

I singoli di successo parlavano di adolescenza, certo, ma anche di cambiamento, di viaggi, di inizio e di fine, il tutto con immagini semplici, chiare... e se ai tromboni acculturati questo non andava bene già da allora, pazienza, il resto di noi che è in grado di apprezzare la profondità, ma che a volte vuole qualcosa pane al pane, vino al vino, se ne farà una ragione...

Nord, Sud, Ovest, Est, quindi... era il 1993, l'anno dopo Hanno Ucciso l'Uomo Ragno... per me gli 883 saranno sempre N.S.O.E. ... ricordo un venerdì sera dai nonni con lo zio che ascoltava il CD mentre si preparava... ricordo quella copertina suggestiva (e per forza, in stile fumettistico), la canzone coinvolgente... ricordo anche molto dopobarba nell'aria, decisamente troppo (mio zio era single, capirete) e ricordo anche un telecomando conservato in una custodia fatta dello stesso cartone bianco sagomato che si usava per metterci il basilico quando lo si raccoglieva... ricordo un enorme tappeto raffigurante una corrida appeso al muro, una gondola in miniatura, un quadro in bianco e nero inquietante dei bisnonni, le repliche della ridicola serie TV di Batman degli anni '60 alla TV... ma sto divagando, alcuni di questi ricordi li avrò vissuti sicuramente prima... ma in quella sera del 1993 (o poteva essere il 1994, dipende da quanto dopo l'uscita mio zio aveva comprato il CD) c'erano sicuramente il dopobarba e la musica nell'aria... e che musica...

Nord Sud Ovest Est parla di strade da percorrere, di inseguimenti finti, perchè il piacere non è tanto in ciò che si insegue, ma nell'inseguimento stesso... parla di un viaggio il cui vero motivo, spesso ignoto anche a chi lo intraprende, è la ricerca di sè stessi... parla di destino, di come esso sia una serie di percorsi che non fanno che biforcarsi... semplice? Forse. Ma universale. Ed efficace. E popolare.

Nord Sud Ovest Est è ambientato forse nell'America meno fashion e moderna, ma più umana e interessante: il West, che sia quello dei film di Sergio Leone, o quello che si trova ancora oggi in piccole porzioni d'America... il West come luogo incontaminato, esteso oltre ogni misura, libero, e dove essere liberi... liberi di scegliere quale, di quei percorsi che il Destino biforca davanti a noi, prendere...

Tutto questo è stato Nord Sud Ovest Est, almeno per me... certo, non facevo queste riflessioni quella sera del 1993 o 1994, no... ma c'era l'embrione di queste sensazioni già allora... bastava la musica... e la copertina... e il dopobarba... in fondo, mio zio in quel momento era il protagonista della canzone, uno dei tanti, pronto a uscire verso la libertà (anche se il giorno dopo lo aspettavano le serre)... e un giorno speravo di poter essere anche io protagonista di quella canzone...

Per me gli 883 saranno sempre quel Nord Sud Ovest Est... un titolo che porta con sè la libertà di poter andare in ogni direzione...


    

giovedì 14 novembre 2013

Baron, i' vorrei che tu e Mike Rex ed io...

Baron, i' vorrei che tu e Mike Rex ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi su una macchina, un archibugio
per quanto vecchia, che come un segugio
ci portasse in giro tra strade e semafori
mentre dentro si fuma e si innalzano cori
e fuori si attraversano campagne e strade di città
porti di mare e le numerose difficoltà,

sì che la fortuna o il Porco Mondo
non ci potesse ostacolare
anzi, vivendo sempre nel talento
di imitazioni, prese in giro, motti e tormentoni
aumentasse il desiderio di stare insieme
e continuare a fare i coglioni.

E i due attori finti americani, grandi amici,
ci potessero graziare della loro compagnia
e del loro spirito di avventura e allegria:

e quindi ragionar sempre su storie divertenti,
così che chi le ascoltasse fosse contento,
così come i' credo saremmo noi.

(Dedicata ai Baron Carus e Mike Rex che ho conosciuto... la poesia che ho scimmiottato mi consentiva solo due amici, ma il vessel che li contiene ha, per fortuna, più di 2 posti... molti di più)