Lì vicino, "Il Laghetto" era a festa, come spesso accadeva. Era un ristorante nemmeno tanto facile da raggiungere, ma aveva il suo fascino, e non era troppo caro, pur avendo un menù di pesce.
Il Laghetto era a festa per... un battesimo? Un matrimonio? Non importa, quello che contava era la saletta con le pareti di vetro... potevi uscire fuori, e da lì vedere le persone sedute a mangiare... erano brave persone, per lo più... uomini e donne che lavoravano in un micro-cosmo ancora da paese, mentre il mondo intorno cresceva e cambiava e nel giro di anni li avrebbe divorati - erano proprietari di terre, di alberghi, di piccoli negozietti senza il nastro su cui appoggiare la merce alla cassa. Anni dopo, le terre sarebbero state vendute per farne parcheggi... gli alberghi per svuotarli e mettere sul tetto dei ripetitori per la telefonia... i negozietti ingolobati in una qualunque delle principali catene di supermercati.
Eppure, in quei capelli bagnati dalla gelatina, o addirittura gonfiati dalla lacca... in quelle spalline esagerate, e nei gioielli ostentati, forse già si potevano intravedere i semi della rovina... cosa importava dar da lavoro a una decina di persone, se si poteva guadagnare di più senza far nulla, con la rendita? Poco importa della salute a repentaglio, che prima o poi li costringe a restituire quei soldi guadagnati... restituirli con gli interessi ai dottori...
I pescatori laggiù potevano vedere quelle persone attraverso le vetrate, e forse hanno pensato lo stesso... avranno sicuramente pensato che la sera avrebbero preparato tielle col pesce invenduto, mentre in quel ristorante c'erano persone che avrebbero cucinato qualcosa e buttato gli avanzi nei rifiuti - molto meccanicamente, senza pensare, senza umanità...
Forse quei pescatori riuscivano a vedere anche il dipinto, sempre su vetro, che raffigurava un paesaggio marino, in particolare dei cavallucci marini... avranno visto quell'immagine di vita ingenua e genuina, quella forma di arte consolatoria... e forse si saranno emozionati, per la semplicità del dipinto, e anche per l'idealità dello stesso... un fondale con sabbia, acqua e pesci. Addirittura con cavallucci marini. In quel dipinto non c'erano sversamenti di rifiuti, non c'erano reti proibite, non c'erano pesci intrappolati in lattine varie. Quel dipinto era una foto del passato, già allora, più che del presente... era anche un'immagine sacra, la religione dell'ambiente, un paesaggio a cui tornare, un giorno...
Nel ristorante, però, dubito che i commensali abbiano pensato a tutto ciò: mentre si sporcavano le mani per sgusciare crostacei e cercavano di pulirsi i rimasugli tra i denti, facendo anche rumore con la bocca, avranno degnato sì e no un paio di occhiate al dipinto. Carino, ma cameriere, dov'è il bagno, o portami un pò di peperoncino, o posso avere una bistecca al posto della frittura mista?
Un giorno i pescatori recuperarono le reti, e non c'era nessuno a fare sci nautico, e il Laghetto aveva chiuso. Forse avrebbero dovuto essere felici della pace ritrovata, ma non erano stupidi. Sapevano che sarebbe arrivato di peggio. Al posto dello sci nautico, prima o poi, qualcuno avrebbe inquinato il lago. E al posto del Laghetto, sarebbe arrivato qualcosa di ancora peggio, di ancora più consumistico e sbagliato moralmente.
Quel giorno, i pescatori capirono che era ora di andarsene. Avevano perso. Avevano lottato, armati solo dei loro ideali e di un mondo di valori più forti e antichi. Non era bastato...
Qualche giorno fa, sono stato al "Laghetto Living", che si trova dove per anni c'era stato "Il Laghetto". Stendiamo un velo pietoso sul nome fighetto, al pari dell'atmosfera del posto. Stendiamo un velo pietoso anche sui lampadari scintillanti e gli specchi dorati che hanno sostituito la sala a vetri e il dipinto del cavalluccio marino.
Quello che ho fatto è stato uscire, e guardare verso lo specchio d'acqua, cercando quei pescatori... non c'erano, ovviamente, ma dovevo cercarli, dovevo verificare che non fossero tornati per chissà quale miracolo o perdita di senno... dovevo cercarli...
Mi chiedo dove siano andati a finire... certo, quello non è più il loro luogo... forse sono finiti in qualche favola che ha storpiato la loro storia, come accade nei racconti tramandati oralmente... forse sono finiti in "Miramare" di De Gregori...
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