(un'autentica gnocca che sembrava presa in prestito dai film sexy degli anni '70, se posso aggiungere)
(e d'altronde, come in quei film, la prof portava la gonna, e a noi ragazzi cadeva sempre casualmente la penna a terra, e ci toccava piegarci per prenderla... ma quella è un'altra storia)
la prof, dicevo... o era lei che usava un metodo originale, o era il libro... nel caso in questione, si parlava dell'evoluzione delle specie animali, e c'era questa sorta di metafora, di due animali uguali, che vanno a vivere su due lati opposti di una montagna, e non si rivedono più... passano i secoli, le ere, i 2 animali seguono percorsi evolutivi differenti, e quando si rivedono finalmente, uno è un lupo, e l'altro un cane. E non si riconoscono più.
Non ha molto senso, dato che alla lettera, i 2 animali che si reincontrano non sono gli stessi che si sono separati. Ma ha un'immagine simbolica molto forte. E' come se fossero quei 2: sono loro discendenti, in fondo, eppure non si riconoscono. Sono troppo cambiati. Sono stati troppo a lungo lontani.
E' un'immagine che resta vivida nella mia mente ancora adesso, e mi è capitato a volte di allontanarmi da alcune persone, ritrovarle dopo anni, e sentirmi come se fossimo ormai due stranieri, separati da troppo tempo da una montagna, che può essere un litigio, le circostanze della vita, la fine di una relazione, ecc
E il pensiero più orrendo che ho fatto in quei casi è stato "Come ho fatto a conoscere questa persona, un tempo?". Il fatto che io fossi davanti a uno straniero lo rendevo retroattivo, non capivo come poteva esserci stato un tempo in cui non era stato così. Cosa avevo mai potuto avere in comune con lui/lei?
E sono quasi sicuro che in quei casi, anche l'altra parte ha fatto pensieri simili...
Insomma, a volte puoi stare bene quanto vuoi con una persona, ma il tempo lontano distrugge tutto. E come nella metafora dei due animali separati dalla montagna, si parte insieme, ma non ci si riconosce più.
Ma basta parlare di sconosciuti e semplici conoscenti. Parliamo di amici.
Gli amici veri ti possono stare lontano decenni, secoli, e quando li vedi, salta sempre alla mente un ricordo, un dettaglio, una frase, un'occhiata, un gesto... che fa tornare tutto come prima, come se la distanza non ci fosse mai stata.
L'amico è genericamente chi ti vuole bene, in maniera disinteressata dal punto di vista del tornaconto personale, e interessata al tuo bene: può essere anche un famigliare (ma non è vero il contrario, purtroppo), o il/la partner (ma, di nuovo, non è vero il contrario).
L'amicizia è costantemente messa alla prova, anche quando si è a contatto, ma stando lontano ancora di più. Ma puoi star tranquillo, non c'è bisogno di rivedersi presto, altrimenti tutto sarà perduto. Non è un "lontano dagli occhi, lontano dal cuore". Non c'è una data di scadenza, o, se proprio vogliamo mettercela, è quella del sale. L'amicizia scade dopo centinaia di milioni di anni. Che poi, come il sale non scade realmente, ma perde parte delle sue proprietà dopo tutto questo tempo, l'amicizia, anche se sfuma in un domani remoto, ha solo perso parte delle sue caratteristiche: restano ricordi, risate, scherzi, battute, e una generale intesa, difficile da trovare...
Prendi allora adesso 2 animali, che sono amici. Vanno su lati opposti della montagna. Secoli dopo, si ribeccano. Sono cambiati, uno è un lupo, e l'altro è un cane. All'inizio non si riconoscono. Poi si scoprono a correre in modo simile, a mangiare in modo simile, a starnutire in modo simile. E ricordano.
E non c'è montagna che tenga...
(Dedicato agli Amici Assenti: di Roma, della Svezia... e anche di Fondi)