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giovedì 13 ottobre 2011

Eppur si muore...

Ci sono dei momenti, delle fasi, in cui lo senti nell'aria... il presagio di dolore, sofferenza, morte... è il vento caldo prima della tempesta...

Lo sai che sta per arrivare qualcosa di brutto, e l'ombra si addensa sul quotidiano... continui a divertirti, a vivere come sempre, a ridere e scherzare... ma quell'ombra si fa sentire. Dà un retrogusto amaro a ogni cosa bella...

Io lo so, ci sono passato.

5 anni di Residenza (ovvero, lo studentato). Sono stato bene, eppure non me li sono goduti appieno. Devo accontentarmi, certo... ma non è questo il punto.

Il punto è che dal primo giorno che sono entrato lì, sentivo che era questione di tempo, e sarebbe finita. Sembra stupido, è vero, dato che sono rimasto a lungo in quel posto, ma è questa la verità: era un countdown indefinito.

I primi 3 anni sono stati meravigliosi, eppure sentivo aleggiare qualcosa di sinistro, qualcosa che sarebbe esploso, prima o poi.

E infatti... ci fu una rissa, i primi amici che lasciarono, poi ci fui io a un passo dall'essere sbattuto fuori, e poi ci fu l'Erasmus... quando tornai, non era più la stessa cosa, la magia era andata, e l'ultimo annetto è stato a volte bello, a volte meno, e per lo più una chiusura (ingloriosa) di quanto c'era stato prima...

Ma è la vita... a volte ti gira bene per periodi lunghi, ma poi sai che una volta che inizia la prima goccia, non finisce più, è un diluvio continuo...

E' un periodo che ho di nuovo questa sensazione... che le cose girano discretamente, ma che appena succederà qualcosa, mi troverò sommerso... ovviamente spero di sbagliarmi, ma...

Eppur si muore...

(La serie Hitman parla di un assassino prezzolato, Tommy Monaghan, e dei suoi amici. L'amicizia è il tema fondamentale del fumetto. Un altro è la morte. Il migliore amico di Tommy muore nel numero 6, e la morte di un altro amico ci sarà solo nel numero 42, ben 3 anni dopo. Eppure, durante quel periodo, le storie di avventure, alcune anche "solari", hanno sempre quell'ombra, quel presagio... che la stabilità sia solo precaria, e che c'è un corvo lassù, che aspetta...)

lunedì 25 luglio 2011

Sogni Interrotti e Ricordi

I veri incubi, quelli peggiori, sono mascherati da bei sogni...

Sogni cose belle, scenari da favola, vicende che tornano magicamente indietro e si svolgono in modo diverso, e poi...

Poi ti svegli. E capisci che non era un bel sogno. Era un incubo, perchè ti sei illuso con qualcosa di finto.

Eppure c'è un'altra categoria di sogni che mi fanno pensare: i Sogni Interrotti.

Non tutti i sogni belli sono necessariamente da disprezzare, anzi... ma tutti i sogni interrotti li odio allo stesso modo...

Mi spiego...

Stai sognando qualcosa di bello... non necessariamente qualcosa del passato che ti fa soffrire al solo ripensarci... un sogno bello...

Poi, quando sta per succedere qualcosa di importante, quando sta per arrivare il meglio... arriva la sveglia... e ti trovi catapultato in una realtà completamente diversa da quella in cui hai vissuto fino a un minuto prima...

L'effetto è quello di una secchiata d'acqua fredda in faccia. Soprattutto se la realtà che ti aspetta al risveglio non è molto piacevole... e anzi, è proprio per questo che sogni di cose belle, dato che durante la veglia mancano...

Il Sogno Interrotto non ti da modo di adattarti al cambiamento, non ti permette di capire gradualmente che stavi sognano, mi spiace, riprovaci, la prossima volta accadrà per davvero, e così via...

L'unica soluzione che posso adottare quando mi capita di sognare il Paradiso e svegliarmi di colpo all'Inferno, è ricordare... completare il sogno con un ricordo bello, piacevole... il ricordo non te lo può portare via nessuno, se non il Tempo bastardo, e puoi godertelo finchè vuoi, terminando idealmente ciò che hai iniziato, passando dal sonno alla veglia mettendo il punto a una certa frase, chiudendo un discorso...

Certo, il ricordo può restare mentre ti prepari, fai colazione, aspetti il treno... ma a un certo punto smette di essere antidolorifico e diventa droga vera, se si passa la giornata ad avere la testa tra le nuvole... non che mi sia capitato ancora, per fortuna... anche se non so come ho fatto a evitare di perdermi completamente, date le circostanze...


(Un pò come accadde a Natt il Cappello, che sognò di divorare un hamburger planetario, sostenuto da belle ragazze mezze nude. Poi arrivò la secchiata in faccia, e i duri conti con la realtà: c'era una nuova giornata da affrontare. Avrebbe rischiato la pelle. Forse sarebbe morto. In fondo, ogni giorno è così. E' sempre così.
Non è forse la storia della nostra fottuta vita?)