domenica 9 giugno 2013

Balli di famiglia



[...] Quella conversazione tuttavia fu interrotta dal litigio acceso tra Valentina e sua madre. A dimostrazione che la famiglia Celatis era in armonia, ma tutt’altro che perfetta.
Furono 2-3 minuti molto imbarazzanti tra “Persino nel giorno della tua cresima” e “Basta, mamma, sei opprimente!”.
Lisa era un po’ impicciona di natura, e voleva capire cosa fosse successo. C’era però anche l’intenzione di aiutare Valentina, anche se era tra le cugine era quella che conosceva meno, a causa della differenza d’età.
Dopo aver fatto passare un po’ di tempo, Lisa si andò a sedere di fianco la festeggiata. Prima di questo, però, si era fermata un attimo a parlare con i musicisti.
“Vale? Possiamo parlare un po’?”
“Dobbiamo proprio?”, rispose la ragazzina, ancora imbronciata. “Okay, scusa… non ce l’ho con te, non volevo risponderti male…”
Lisa sorrise. “Lo so che non volevi. Ascolta, non sono qui per farti la predica, e non voglio nemmeno sapere perché hai litigato con zia…”
“E’ per via della chat”, disse comunque Valentina.
“Okay, per… la chat?”. Lisa assunse un’espressione perplessa. “Va bene, quello che sia, in fondo sono problemi tuoi. Voglio parlarti d’altro… vedi, stasera siamo stati tutti molto bene… togliamo quei 5 minuti di prima… la festa è stata bellissima. Penso che anche a te sia piaciuta…”
Valentina sospirò. “Bè, si…”
“Bene”. Lisa a quel punto fece segno alla banda musicale.
Il cantante fece un annuncio. “Scusate, signore e signori, ragazzi, bambini, ragazze e bambine… adulti, giovani e… meno giovani: vogliamo vedervi tutti sulla pista da ballo. Si, la festa è quasi finira, ma dovete concederci tutti, proprio tutti, un ultimo ballo”
Lisa ringraziò con il pollice su.
“Lisa? Hai detto tu di fare ‘sta pagliacciata?”
“Certo, Vale. Prendi le mie mani”, disse Lisa, in un momento di euforia.
“Cosa? Ma non dovevamo parlare?”, rispose perplessa la festeggiata.
“Parleremo mentre danziamo”
E così iniziò l’ultimo ballo della serata. All’inizio pochi avevano raccolto l’invito, ma l’entusiasmo di Lisa e ora anche di Valentina riuscì a coinvolgere tutti.
“Vedi, Vale, era questo che volevo dirti… a dispetto di tutti i problemi che puoi avere, non è confortante sapere che avrai sempre una famiglia grande e unita, nelle difficoltà? Lasciati andare, su!”
Vale cominciò a ballare più liberamente e, si, si stava veramente divertendo. “Wow, che bello… guarda che buffo lo zio, come balla… ehi, nonno, attento a dove metti i piedi”
“La cosa più importante nella vita, Vale, è la famiglia. Solo la famiglia è per sempre, e la famiglia è storia. Sono la più grande di tutte le cugine… vi ho viste crescere… ti ho tenuto in braccio, quando eri piccola come una mosca… i nostri genitori ci hanno visto crescere… e i nostri nonni possono raccontare un sacco di aneddoti oscuri che abbiamo dimenticato. Questo è il ballo della vita, Vale, con il giovane che tiene per mano l’adulto che tiene per mano l’anziano che tiene per mano il bambino che tiene per mano il giovane… balla e ridi, perché ogni danza può essere l’ultima… balla, perché è oggi la tua festa… non lasciare che nulla del presente la rovini… nulla è più importante del danzare…”
Poco dopo, la musica volgeva al termine. Lisa era tutta frastornata, seduta al suo tavolo. Si era lasciata trascinare un po’, e non ricordava più fino a che punto quel suo discorso l’avesse fatto a Valentina e da quale parte in poi invece lo stava dicendo a mente a sé stessa.
“Tutto bene, Lisa?”
“Si, mamma. Ah, mà…”
“Si?”
“Non trovi un po’ triste che questa sia una delle ultime feste in famiglia? Ormai sono rimasti solo alcuni compleanni di 18 anni e i matrimoni… ma si tratta di feste solo tra amici o lontane… è finita l’epoca delle feste che tutti conoscevano da un anno prima…”
La madre si fece una risata. “Embè, e che problema c’è? Meno buste e meno abbuffate. Penso che sarò contenta lo stesso”
La musica finì, e così la danza.
Lisa si passò un fazzoletto vicino all’occhio sinistro. Era una lacrima. Poi però rise. “Sai, mà, hai ragione. Saremo contenti comunque”
Alla fine della serata, Valentina ringraziò caldamente Lisa.
“Grazie… è stata la festa più bella della mia vita”
“Anche per me“, ricambiò la Nostra.
Sulla via del ritorno, i genitori di Lisa ebbero prima una piccola discussione, poi spettegolarono sulle presunte storie di chat di Valentina.
Lisa non ascoltava nemmeno, per quanto era persa nei suoi pensieri: pensieri felici; pensieri tristi; pensieri su tempo e spazio; pensieri sugli affetti familiari; e pensieri del tipo “Quanto mi sarebbe piaciuto che ci fossi stato anche tu questa sera, Rob”.
Poi Lisa si addormentò come quando era bambina, quando alcune sue cugine erano più piccole di lei, e altri non erano ancora nate…
“Lisa, sveglia… siamo arrivati”
“Ah, papà…”
“Non ti aspetterai mica che ti porto in braccio come quando eri piccolina”
“Ahahaha, no, pà, non preoccuparti…”
Lisa e i suoi genitori risero, e quella giornata finì lì…

(Tratto dal Capitolo 10 de "I Matti", prossimamente depositato alla SIAE)

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