[...] Quella conversazione tuttavia fu interrotta dal litigio
acceso tra Valentina e sua madre. A dimostrazione che la famiglia Celatis era
in armonia, ma tutt’altro che perfetta.
Furono 2-3 minuti molto imbarazzanti tra “Persino nel giorno
della tua cresima” e “Basta, mamma, sei opprimente!”.
Lisa era un po’ impicciona di natura, e voleva capire cosa
fosse successo. C’era però anche l’intenzione di aiutare Valentina, anche se
era tra le cugine era quella che conosceva meno, a causa della differenza
d’età.
Dopo aver fatto passare un po’ di tempo, Lisa si andò a
sedere di fianco la festeggiata. Prima di questo, però, si era fermata un
attimo a parlare con i musicisti.
“Vale? Possiamo parlare un po’?”
“Dobbiamo proprio?”, rispose la ragazzina, ancora
imbronciata. “Okay, scusa… non ce l’ho con te, non volevo risponderti male…”
Lisa sorrise. “Lo so che non volevi. Ascolta, non sono qui
per farti la predica, e non voglio nemmeno sapere perché hai litigato con zia…”
“E’ per via della chat”, disse comunque Valentina.
“Okay, per… la chat?”. Lisa assunse un’espressione
perplessa. “Va bene, quello che sia, in fondo sono problemi tuoi. Voglio
parlarti d’altro… vedi, stasera siamo stati tutti molto bene… togliamo quei 5
minuti di prima… la festa è stata bellissima. Penso che anche a te sia
piaciuta…”
Valentina sospirò. “Bè, si…”
“Bene”. Lisa a quel punto fece segno alla banda musicale.
Il cantante fece un annuncio. “Scusate, signore e signori,
ragazzi, bambini, ragazze e bambine… adulti, giovani e… meno giovani: vogliamo
vedervi tutti sulla pista da ballo. Si, la festa è quasi finira, ma dovete
concederci tutti, proprio tutti, un ultimo ballo”
Lisa ringraziò con il pollice su.
“Lisa? Hai detto tu di fare ‘sta pagliacciata?”
“Certo, Vale. Prendi le mie mani”, disse Lisa, in un momento
di euforia.
“Cosa? Ma non dovevamo parlare?”, rispose perplessa la
festeggiata.
“Parleremo mentre danziamo”
E così iniziò l’ultimo ballo della serata. All’inizio pochi
avevano raccolto l’invito, ma l’entusiasmo di Lisa e ora anche di Valentina
riuscì a coinvolgere tutti.
“Vedi, Vale, era questo che volevo dirti… a dispetto di
tutti i problemi che puoi avere, non è confortante sapere che avrai sempre una
famiglia grande e unita, nelle difficoltà? Lasciati andare, su!”
Vale cominciò a ballare più liberamente e, si, si stava
veramente divertendo. “Wow, che bello… guarda che buffo lo zio, come balla…
ehi, nonno, attento a dove metti i piedi”
“La cosa più importante nella vita, Vale, è la famiglia.
Solo la famiglia è per sempre, e la famiglia è storia. Sono la più grande di
tutte le cugine… vi ho viste crescere… ti ho tenuto in braccio, quando eri
piccola come una mosca… i nostri genitori ci hanno visto crescere… e i nostri
nonni possono raccontare un sacco di aneddoti oscuri che abbiamo dimenticato.
Questo è il ballo della vita, Vale, con il giovane che tiene per mano l’adulto
che tiene per mano l’anziano che tiene per mano il bambino che tiene per mano
il giovane… balla e ridi, perché ogni danza può essere l’ultima… balla, perché
è oggi la tua festa… non lasciare che nulla del presente la rovini… nulla è più
importante del danzare…”
Poco dopo, la musica volgeva al termine. Lisa era tutta
frastornata, seduta al suo tavolo. Si era lasciata trascinare un po’, e non
ricordava più fino a che punto quel suo discorso l’avesse fatto a Valentina e
da quale parte in poi invece lo stava dicendo a mente a sé stessa.
“Tutto bene, Lisa?”
“Si, mamma. Ah, mà…”
“Si?”
“Non trovi un po’ triste che questa sia una delle ultime
feste in famiglia? Ormai sono rimasti solo alcuni compleanni di 18 anni e i
matrimoni… ma si tratta di feste solo tra amici o lontane… è finita
l’epoca delle feste che tutti conoscevano da un anno prima…”
La madre si fece una risata. “Embè, e che problema c’è? Meno
buste e meno abbuffate. Penso che sarò contenta lo stesso”
La musica finì, e così la danza.
Lisa si passò un fazzoletto vicino all’occhio sinistro. Era
una lacrima. Poi però rise. “Sai, mà, hai ragione. Saremo contenti comunque”
Alla fine della serata, Valentina ringraziò caldamente Lisa.
“Grazie… è stata la festa più bella della mia vita”
“Anche per me“, ricambiò la Nostra.
Sulla via del ritorno, i genitori di Lisa ebbero prima una
piccola discussione, poi spettegolarono sulle presunte storie di chat di
Valentina.
Lisa non ascoltava nemmeno, per quanto era persa nei suoi
pensieri: pensieri felici; pensieri tristi; pensieri su tempo e spazio;
pensieri sugli affetti familiari; e pensieri del tipo “Quanto mi sarebbe
piaciuto che ci fossi stato anche tu questa sera, Rob”.
Poi Lisa si addormentò come quando era bambina, quando
alcune sue cugine erano più piccole di lei, e altri non erano ancora nate…
“Lisa, sveglia… siamo arrivati”
“Ah, papà…”
“Non ti aspetterai mica che ti porto in braccio come quando eri piccolina”
“Ahahaha, no, pà, non preoccuparti…”
Lisa e i suoi genitori risero, e quella giornata finì lì…
(Tratto dal Capitolo 10 de "I Matti", prossimamente depositato alla SIAE)
Nessun commento:
Posta un commento