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domenica 15 aprile 2012

Un Dio in cui credere

Trovo sempre più difficile credere nella bontà e nella giustizia del Dio cristiano, in un mondo dove vige la sua regola più ferrea, quella di Pareto, che in soldoni significa "pochi hanno tutto" e gli altri si arrangiano...

Trovo sempre più difficile credere in questo Dio rappresentato da lobby di armi, da governi fascisti che picchiano e uccidono nel suo nome, dal Vaticano, che se fosse idealmente ricoperto di fango per tutta la sua estensione geografica, ancora non rappresenterebbe la sua vera natura...

Forse il problema è che l'uomo ha bisogno di storie... i nudi fatti vengono spazzati via dal tempo, le storie sono fissate per sempre, o comunque per un tempo molto lungo...

La storia di Gesù mi convince della bontà del figlio di Dio, non del padre... e le altre storie su Dio mi sono o poco note, o poco simpatiche (onestamente, allagare il mondo distruggendo quasi tutto e tutti mi sembra un pò esagerato e dimostra poca bontà)

I Genesis sono arrivati laddove anni di catechismo, messe (saltuarie) e parabole del Vangelo non sono riusciti, almeno per me...

I Genesis, infatti, mi hanno raccontato una storia moderna su Dio, una storia bellissima, coinvolgente, dove traspare la bontà, anzi, la vittoria assoluta del Bene sul Male, nel nome di Dio, tutt'altro che invano... una storia bellissima...

"Supper's Ready" inizia dall'esperienza di un membro della banda, Peter Gabriel, e sua moglie, che si ritrovarono in casa in una stanza fredda e misteriosa... improvvisamente, entrambi, moglie e marito, avvertirono una sensazione di straniamento... guardandosi negli occhi, non si riconoscevano più, due estranei alla luce della Luna che entrava nella stanza, le loro facce che cambiavano... e avvertirono che si stavano muovendo, spostando, vedendo cose...

E videro un contadino che si prendeva umilmente cura dell'orto, opposto a uno Sciamano a capo di una religione altamente scientifica, e la guerra tra questi due... videro Ikhaton e Itsacon, generali di questo sciamano, condurre soldati in guerra, e la lotta stessa... fino a lasciare un campo distrutto, una massa di corpi umani simili a pancetta, con un un soldato superstite, reso potente da una pozione magica e da una preghiera a falsi dei, ma reso anche folle, che si fissa come Narciso in un corso d'acqua...

E in quel laghetto finirono anche i due protagonisti, risucchiati in un mondo ancora più folle, dove tutto cambia continuamente, in un caleidoscopio di immagini e suoni...

E quando escono nuovamente fuori, la guerra continua ed è arrivata alla fase cruciale, l'Apocalisse in 9/8, con le guardie di Magog, il pifferaio magico che conduce i bambini sottoterra, 666 che non è più da solo... ma anche le 7 trombe celestiali che suonano dolce rock and roll, e Pitagora che con uno specchio riflette l'intera Luna, richiamando ai protagonisti l'inizio del viaggio, e nel ricordo, c'è l'inizio della salvezza per i due, che tornano a riconoscersi e si riabbracciano...

E a quel punto è chiaro che il Bene vince... nell'amore di marito e moglie, e in quelle forze del bene che li accompagnano, non c'è nulla da temere...

E sarebbe inutile parlare dell'ultimo paragrafo, preferisco riportare la letterale traduzione...

Sicuro come che le uova siano uova
Non senti che le nostre anime prendono fuoco
Spandendo coloro sempre cangianti nel buio della notte che svanisce?
Come il fiume arriva all’oceano, come il germe cresce nel seme
Siamo stati finalmente liberati per tornare a casa.

C’è un angelo che si erge nel sole gridando a gran voce:
“Questa è la cena dell’Onnipotente,
Signore dei Signori,
Re dei Re,
È tornato per riportare a casa i suoi figli,
Per portarli alla nuova Gerusalemme.”

Amen.

Se esiste un Dio, vorrei che fosse quello di questa parabola dei Genesis.

(Peccato che è solo una canzone)

domenica 25 settembre 2011

Squonk (Lacrimacorpus Dissolvens)

Lo Squonk è un animale che abita prevalentemente nelle foreste di conifere della Pennsylvania. E' brutto, ricoperto di nei e dalla pelle cadente. Segni particolari: piange in continuazione per il suo brutto aspetto.
Sarà per questo motivo che ci sono molti cacciatori di Squonk, attratti più dalla curiosità di vedere un animale di cui non esistono foto nè prove concrete che non siano racconti popolari o alcuni libri, tra cui quello prestigioso di Borgess, "Manuale di zoologia fantastica".
Lo Squonk esce allo scoperto sopratutto di notte, e quando c'è la Luna piena teoricamente è più facile catturarlo.
E' l'animale stesso inoltre che si mette nei guai: lungo il percorso lascia infatti una scia di lacrime che chiunque può seguire.
Anche io ho uno Squonk, anche se si tratta probabilmente di una variazione nella famiglia dei Lacrimacorpus dissolvens (il nome scientifico di questo animale).
Il mio Squonk è molto simile ad una papera. Okay, in realtà la scambiereste proprio per una papera. E d'altronde sua madre era una papera imbranata, che lo schiacciò quando ancora era piccolino, e così gli fece deformare la zampa destra, rendedola inutilizzabile. Da allora lo Squonk si trascina con quella zampetta piegata su stessa, ricordo di una madre sciagurata, e ha un corpo mezzo storto, con le alette non bene formate, ed è ancora piccolo e magrolino, perchè all'inizio le galline e papere con cui viveva non lo facevano mangiare molto.
Dopo numerosi tentativi, sono riuscito a fargli vivere una vita dignitosa, lasciandolo abbastanza libero e facendo sì che mangiasse (quasi) in santa pace. Sono contento, ma naturalmente allo Squonk questo non basta.
E allora non fa che piangere tutto il giorno, per ricordare a sè che è brutto, e a me che non è una papera, ma appunto uno Squonk.
Io comunque gli voglio molto bene. Più di qualsiasi altra papera, perchè lui è più debole e necessita di più cure. Perchè, anche se piange continuamente, questo Squonk vuole vivere, e non rifiuta mai il cibo, e si trascina verso il più vicino recipiente con l'acqua per sporcarla, come fanno le altre papere. Lo Squonk vuole vivere, e a volte si trascina fino a raggiungere le altre papare per stare un pò in compagnia, anche se quelle infami spesso lo beccano o lo lasciano indietro. Ma, sapete, è il loro istinto.
Ah, ho dimenticato anche di dirvi che lo Squonk a volte può piangere talmente tanto fino a dissolversi.
E' quanto racconta un cacciatore che riuscì a catturarlo.
Il cacciatore riuscì a ingannare l'animale imitando il suo pianto, e a metterlo così nel suo sacco.
Mentre tornava a casa, tutto contento, canticchiava "Sei mio, sei mio, non riuscirai mai a fuggire"
Lo Squonk continuava a piangere nel sacco, finchè il cacciatore sentì il sacco molto alleggerito. Andò ad aprire per vedere, e dello Squonk non c'erano più traccie. Dell'animale non erano rimaste che lacrime e borboglio. Una pozza di lacrime, e nulla più.
Voglio molto bene al mio Squonk, e spero che lui non pianga mai così tanto da disciogliersi in lacrime e borboglio.
("Lo Squonk è di natura molto refrattario, e, a causa della sua bruttezza, piange continuamente. E' una preda semplice per i cacciatori che non devono fare altro che seguire una scia di lacrime. Nel caso venga catturato, lo Squonk si dissolverà in lacrime" - Genesis, "Squonk")
Vero o Falso?
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Scrissi questo Post a Settembre del 2007, e Squonk morì di lì a poco. I miei genitori non se ne presero cura come facevo io, che purtroppo ero a Roma, ma non gliene faccio una colpa, in fondo lavorano fino a tardi, e poi il freddo e la pioggia di sicuro non aiutavano.

Qualche notte dopo, rividi Squonk in sogno. Non era più un paperotto malformato e triste. Era diventata una bella anatra, come tutte le altre (perchè di anatra si tratta, di sesso femminile).
Era diventata normale. E anche se molti di noi si lamentano della "normalità", la disprezzano evocando chissà che stranezze, per chi è strano, la normalità è il tesoro più prezioso che esista.
Quando mi svegliai, un po’ mi sentii triste, perché realizzai che Squonk non c’era più. E un po’ ero speranzoso.. forse Squonk adesso stava veramente meglio; forse era guarito; e quella notte, voleva solo salutarmi, prima di andarsene verso un posto con tanta acqua da sporcare e tante cose da mangiare.
 
O forse sto solo cercando di non pensare al terrore del vuoto, dell’assenza e della morte.
 
Addio, Squonk.
 
Squonk (Primavera 2007 – Autunno 2007)



domenica 18 settembre 2011

Piccioni

C'è una canzone dei Genesis che ho "scoperto" di recente, si chiama "Pigeons", ovvero, appunto, "Piccioni". Il ritmo è coinvolgente, è ripetuto di continuo, e sembra quasi che imiti quel tipico movimento dei piccioni, con la testa che va avanti e indietro incessantemente.

Come mio solito con le canzoni inglesi, ho letto il testo. Ero curioso di sapere se i Genesis avessero veramente dedicato una canzone ai piccioni, o se ci fosse qualche secondo significato, qualche metafora, qualche recondita interpretazione.

Leggendo i primi versi, in cui si parla delle molteplici malattie a cui sono soggetti i piccioni, o al loro riversarsi in maniera confusa la mattina in giro, mi sembrava di leggere una somiglianza tra questi animali e gli uomini bersaglio dei loro "ricordini": anche noi soggetti a molteplici malattie, molte delle quali inventate; anche noi a riversarci la mattina in metropolitane, autobus e treni, tutti in fila, tutti ordinati per andare a lavorare, a piegare il capo avanti e indietro, avanti e indietro...

Sarebbe stato un paragone figo, abbastanza originale... ma continuando a leggere, ho capito che, no, questa era una canzone dedicata proprio ai piccioni.

Cioè, dedicare una canzone a una delle razze più stupide che esistono? -Si dice, infatti, che i piccioni non abbiano la capacità di imparare.
Mi sembrava quasi una bestemmia, considerato che i Genesis con Peter Gabriel cantavano del leggendario Re Knut, di piante giganti che conquistavano l'Inghilterra, di programmo genetici per ridurre l'altezza umana così da ricavare più piani da affittare nei condomini, e altre meraviglie...

Eppure, questo mi ha fatto venire in mente un'affermazione di uno scrittore di fumetti, Grant Morrison, di qualche anno fa... che noi ormai siamo abituati a cercare sempre e comunque un secondo significato... qualsiasi cosa ci venga detta, quasi non facciamo caso al primo significato, a quello immediato, ma siamo concentrati nel cercare il secondo o terzo messaggio criptato... c'è sempre dietrologia, diffidenza, sospetto...

Diffidiamo di ogni sconosciuto... nei film e nei racconti, ci aspettiamo che il nuovo personaggio che entra in scena sia l'assassino, il traditore, o che celi un segreto terribile...

E' lo zeitgeist della nostra società. E' l'impronta dei nostri tempi difficili. In tempi di magra, si pensa solo a sopravvivere, e tutto l'ambiente circostante è il nemico.

Dato che vivere in questo modo non mi piace, ma che purtroppo spesso anche io mi ritrovo a interpretare "cane" come "invasore straniero" e "anatra zoppa" come "Sovrano in difficoltà" (citazioni da "I Viaggi di Gulliver), ben venga una canzone pane al pane, vino al vino... una canzone semplice, fresca, leggera, e che non ha vergogna di esserlo... una canzone diversa, che, per una volta, dice esattamente le cose come stanno... e non devi stare lì ad arrovellarti a cercare i segni della fine del mondo tra le righe...

Insomma, viva i piccioni!

P.S. E' per questo che i Genesis sono il mio secondo gruppo preferito: sono evoluti nel tempo. Non si sono fermati al primo genere fortunato che hanno beccato. Hanno continuato a sperimentare, a cercare nuove sfide. Avrebbero potuto adagiarsi nella sicurezza dei primi CD, e ripeterli all'infinito, come fanno molte band. Invece no. Sono partiti col genere Pink Floyd, e sono arrivati simili ai Take That, ma apprezzo questo sforzo verso il nuovo. Così come i Queen, da rock intransigenti, alla musica dance. Gli U2, invece, sono la mia band preferita solo perchè mi hanno accompagnato nell'adolescenza, ma, a veder bene, si sono macchiati del crimine di ripetersi alla noia dopo "Pop"

P.P.S. Anche io, nel mio piccolo, qualche anno fa ho scritto un racconto su una gallina. E non c'era un secondo fine, o altro: era proprio una gallina in fuga per Roma. Certo, alla fine veniva adottata da Veltroni e la mattina si affacciava sul Campidoglio, ma quello è un altro discorso...